Bova: alla scoperta di uno dei borghi più belli d’italia

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    Situato in provincia di Reggio Calabria, Bova è un luogo dalle origini antichissime, divenuto un importante riferimento turistico. Annoverato tra i borghi più belli d’Italia, regala ai suoi visitatori scenari da sogno

    Il Comune di Bova (Vùa), arroccato sulle pendici dell’Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria, rientra tra i borghi più belli d’Italia. Si tratta di un luogo in cui passato, presente e futuro camminano di pari passo, regalando un mix di suggestioni ed emozioni che catturano chiunque vi giunge, oltre ad essere un importante riferimento turistico con un’offerta variegata che spazia tra natura, arte, storia e antiche tradizioni. Le origini di Bova sono antichissime, come testimoniano i ritrovamenti risalenti al Neolitico. Si narra che venne fondata da una regina greca la quale, sbarcata lungo la costa, risalì verso l’interno, scegliendo come sua dimora la cima del colle di Bova, dove sorge l’antico Castello.

    BOVA 8Le incursioni dei pirati sulle coste dello Jonio reggino spinsero la popolazione verso l’entroterra e le fortezze di montagna, tra cui quella di Bova, divennero anch’esse preda dei pirati. Con la dominazione normanna, il Comune entrò nel periodo feudale, divenendo poi una sede vescovile e nel 1577 venne colpita da una terribile pestilenza. Nel XVI Bova tornò preda dei Turchi; nel 1783 un violento terremoto scosse la vita contadina del borgo. Fu poi il tempo dei Barbari e, nel 1943, del bombardamento he compromise l’abitato, uccidendo 23 bovesi. Cosa vedere a Bova? Il Palazzo Nesci di Sant’Agata, ubicato nella zona centrale del borgo, restaurato a fine 800 dopo il terremoto del 1783; il Palazzo Mesiani-Mazzacuva, costruito sui ruderi di un’antica torre del XV secolo, utilizzata in passato come accesso al borgo; la Cattedrale di Santa Maria dell’Isodia, di origine seicentesca, costruita sui ruderi di una bizantina, la Chiesa di San Leo, quelle di San Rocco, del Carmine, di Santa Maria dell’Addolorata. Imperdibile il Castello normanno, di cui sono rimasti solo i ruderi, eretto sullo sperone roccioso che domina tutta la vallata dell’Amendolea, accompagnato da una torre facente parte del sistema difensivo; il Museo di Paleontologia, la vecchia locomotiva a carbone risalente al 1911, vera e propria attrazione turistica della zona. Folcloristicamente parlando, stupende sono le Pupazze, figure di donne costruite con foglie d’ulivo intrecciate lungo un bastone di canna e abbellite con fiori e frutta, portate in processione durante la Domenica delle Palme per le vie del paese, benedette e distribuite tra la gente in segno di buon auspicio.