La Federcarni- Confcommercio rivela che è ancora troppo presto per dire se l’allarme dell’Oms porterà ad un calo dei consumi delle carni lavorate
“E’ ancora presto per dire se c’e’ stato un calo nei consumi di carni lavorate e carni rosse dopo l’allarme Oms, quel che e’ certo e’ che non c’e’ stato il forte abbandono all’acquisto verificatosi con la mucca pazza”. Lo dice all’ANSA Maurizio Arosio, presidente di Federcarni-Confcommercio, la federazione nazionale macellai. “La gente ormai e’ abituata a questi allarmi mediatici sulla carne che poi si sgonfiano – aggiunge Arosio – Per quanto riguarda i dati Iarc-Oms, siamo in presenza di criteri matematici poco certi. Posto che i consumi di carne in Italia sono fortemente diminuiti negli ultimi anni, per corrispondenza matematica anche la diffusione dei tumori dovrebbe diminuire. Inoltre, lo studio avrebbe avuto una valenza se, a fronte diciamo di mille intervistati ‘carnivori’, avessero intervistato – e dato la statistica su quanti si ammalano di tumore – un analogo campione di vegetariani”. “C’e’ gia’ chi parla di calo dei consumi – conclude Arosio – ma non scordiamoci che siamo anche nell’ultima settimana del mese, quando la gente contrae le spese per mancanza di soldi”.


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