Carne cancerogena, il nutrizionista: “quella rossa va mangiata due volte a settimana”

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Dopo l’allarmee lanciato dall’Oms, l’esperto evidenzia l’importanza del concetto di “dose”: è sufficiente non superare i 300 grammi a settimana

La carne, rossa o bianca, andrebbe consumata in media due volte a settimana, non superando la quantita’ complessiva di 250-300 grammi. Ad affermarlo e’ il direttore del Centro studi e ricerche sull’obesita’ dell’Universita’ di Milano, Michele Carruba, commentando lo studio dell’Organizzazione mondiale della sanita’ che inserisce la carne rossa e quella trattata tra i prodotti a rischio cancro per l’uomo. ”Fondamentale – afferma Carruba – e’ il concetto di ‘dose’: cio’ vuol dire che e’ importante considerare la quantita’ complessiva di carne consumata ed il consiglio e’ appunto quello di non superare comunque i 300 grammi a settimana”. Bisogna pero’ considerare pure altri fattori: ”Importante – aggiunge l’esperto – e’, ad esempio, la modalita’ di cottura, perche’ una bistecca cotta alla brace, a causa dei processi di combustione, e’ molto piu’ nociva di una in padella”. Il primo consiglio tuttavia, sottolinea, ”e’ quello di seguire il buon senso: questo vuol dire cercare di avere un’alimentazione molto varia e dunque non monotona. La ragione e’ chiara: un errore alimentare commesso tutti i giorni e’ molto piu’ pericoloso di un errore alimentare commesso periodicamente”. Va inoltre considerato che ogni individuo necessita di una dieta personalizzata: ”I bambini, ad esempio, nella fase di crescita hanno bisogno mangiare carne perche’ necessitano di maggiori proteine, sia pure senza eccedere”. Altro consiglio importante, avverte Carruba, ”e’ quello di consumare molti cibi che contengono sostanze antiossidanti, come frutta e verdura, fondamentali per rafforzare i meccanismi di difesa dell’organismo anche contro altre sostanze cancerogene alle quali siamo esposti: finche’ il nostro organismo funziona bene infatti – conclude l’esperto – i pericoli vengono neutralizzati proprio dal nostro sistema di difesa, a partire appunto dai meccanismi antiossidanti. Per questo e’ fondamentale proteggere questo delicato equilibrio naturale nel nostro organismo”.