Carne cancerogena, il nutrizionista: “si può mangiare ma con criterio”. Ecco le regole

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Nel processo alla carne rossa e a quella lavorata arriva il parere ‘agrodolce’ della nutrizionista, che dice sì alla carne rossa “ma con criterio. Intanto non tutta la carne è uguale: occorre tener conto della qualità, della modalità di cottura e degli abbinamenti. Insomma, salviamo quella fresca e di qualità”, afferma all’Adnkronos Salute Sara Farnetti, specialista in Medicina interna e fisiopatologia del metabolismo. “Gli studi dello Iarc”, che hanno collegato il consumo di carnelavorata con il rischio di ammalarsi di alcuni tumori, “non tengono conto della modalità di cottura e della diversa qualità della carne consumata dai soggetti inclusi nelle ricerche. Insomma, se è bene limitare le carni lavorate, anche per la presenza di sostanze pericolose, bisogna dire che quanto alla carne rossa a fare la differenza sono qualità, abbinamenti e modalità di cottura. Evitare dunque di cuocere alla griglia – raccomanda Farnetti – perché così si producono idrocarburi, e associare sempre la carne a verdura cruda ricca di polifenoli e a grassi buoni, come il nostro olio extravergine d’oliva, per rendere il microbiota intestinale ‘più sano'”. Quanto alle carni lavorate, in realtà “tutti i cibi industriali e semi-lavorati hanno caratteristiche” non salutari, dunque il consumo andrebbe limitato. “Ma l’importante quando ci si alimenta – conclude – è pensare sempre che l’abbinamento e la cottura hanno un ruolo importante, così come la qualità”.