Dopo l’allarme dell’Oms sulle carni rosse ad alto rischio cancerogeno, è scoppiato panico ed allarmismo fra i consumatori: la Confederazione italiana agricoltori teme ripercussioni nel settore, dato che l’allarme non riguarderebbe gli italiani
“Se c’e’ una ‘colpa’ nello studio dell’Oms, e’ quella di non tenere conto degli stili di vita e delle peculiarita’ di consumo nei diversi Paesi. Ma cosi’ si rischia di penalizzare un settore strategico, peraltro gia’ in forte sofferenza, come quello della zootecnia. Tanto piu’ che in Italia il consumo di carni e salumi e’ meta’ della soglia di rischio indicata dalla stessa Oms”. Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Dino Scanavino. Secondo le ultime stime, il consumo annuo di carne in Italia si attesta al di sotto degli 80 chili pro capite. “Questo determina che il consumo di carne nel nostro Paese – spiega Scanavino – sia molto al di sotto delle soglie di rischio dell’Oms”. Ma vi e’ un altro elemento che non e’ stato considerato: “Le carni italiane sono tutte di altissima qualita’ – continua – non sono trattate con ormoni e sono ottenute nel rispetto del benessere animale e dei rigidi disciplinari di produzione delle Doc. E’ anche il caso di notare – osserva Scanavino – che gli oncologi italiani hanno affermato, a fronte delle dichiarazioni dell’Oms, che mangiare carne due volte alla settimana e alimentarsi in modo equilibrato con i salumi di qualita’ italiani, non ha alcun effetto sulla salute, anzi”. Come agricoltori “siamo impegnati a offrire ai consumatori cibo sano e di qualita’ e oggi sentiamo la necessita’ di rinsaldare quel legame fiduciario garantendo i nostri prodotti. Semmai l’Oms dovrebbe vigilare sull’uso di mangimi di dubbia qualita’, su stili di consumo che nulla hanno a che vedere con l’Italia. Chiediamo sia al Mipaaf che al ministero della Sanita’ di riaffermare la qualita’ e la salubrita’ dei nostri prodotti e del nostro regime alimentare che – conclude Scanavino – e’ possibile grazie all’impegno e al lavoro delle imprese agricole che rischiano di essere ingiustamente penalizzate da questa campagna di nuovo allarmismo”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?