Carne cancerogena, l’assessore piemontese: “polemiche aberranti”

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”La polemica sugli effetti cancerogeni della carne rossa è aberrante per la sua genericità e fuorviante”. Così, in una nota, l’assessore regionale all’agricoltura Giorgio Ferrero che osserva: ”si continua a parlare di carne rossa in generale, come se tutta la carne fosse uguale. Rivendichiamo la specificità e diversità dei tanti tipi di carne. Dipendono dalle modalità di allevamento, dal cibo con cui è alimentato l’animale, dalla varietà genetica dell’esemplare, dal benessere animale”. ”Il Piemonte – prosegue Ferrero – è pronto alla sfida della qualità. Non lo si può paragonare con l’allevamento industriale che fa uso di ormoni o mangimi di dubbia provenienza e salubrità, come avviene in altre parti del mondo. Dalla sfida della qualità il Piemonte ha solo da guadagnare, ne è testimone anche la tradizione culinaria che propone la carne cruda o in forma di gran bollito”. ”Siamo sempre attenti e in prima fila nella lotta contro il cancro, contro alimenti scadenti che contengono conservanti, coloranti, grassi saturi, quegli alimenti che invece vengono proposti ogni giorno ai nostri figli nel cosiddetto cibo spazzatura”, conclude ricordando che il Piemonte con 900.000 i capi bovini (circa il 12% consistenza nazionale), di cui circa 350.000 quelli di razza piemontese, quasi 20.000 aziende con allevamenti è una delle regioni più zootecniche d’Italia.