Chiude i battenti Expo Milano 2015, ecco che fine faranno i padiglioni

Il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, ha più volte spiegato di voler rendere la fase di smantellamento la più rapida ed efficiente possibile

Dopo 184 giorni chiude oggi i battenti Expo Milano 2015. Da lunedi’ l’atmosfera tra i padiglioni tornera’ ad essere quella di un cantiere dove bisegnera’ stavolta coordinare lo smantellamento delle strutture. Resteranno, infatti, intatte nell’area espositiva soltanto il Padiglione Zero, Palazzo Italia, l’Albero della Vita, Cascina Triulza e l’Open Air Theatre, mentre gli spazi dei singoli Paesi, delle aziende e delle Ong seguiranno i propri diversi destini. A cominciare da quelli che saranno venduti (un’asta assegnera’ quelli di Belgio e Brasile, rete compresa), fino a quelli che verranno demoliti (Corea, Spagna, Uruguay, Thailandia, Germania, Qatar, Corea) o i cui materiali finiranno sul mercato (Nepal, Argentina, Colombia, Ecuador e Giappone). In mezzo, una serie di idee che hanno nel riuso il minimo comun denominatore. Torneranno allora in patria i padiglioni di Cile, Angola, Barhain (diventera’ un giardino botanico), Azerbaijan (sara’ un museo di arte contemporanea a Baku), Regno Unito, Estonia e le torri della Svizzera. Quello degli Emirati andra’ a Masdar City, mentre la Repubblica Ceca donera’ il suo alla citta’ di Vizovice e i conteiner del Principato di Monaco saranno la sede della Croce Rossa in Burkina Faso.  L’Austria dovra’ espiantare le sue 12mila piante, 54 delle quali alte fino a 16 metri che saranno ripiantumate in un’area vicino Bolzano; sul fronte corporate lo spazio della Coca Cola diventera’ un campo da basket a Milano, Kinder+Sport sara’ trasferito in Africa sottoforma di aule didattiche e un’infermeria, l’Ovs sara’ asilo negli uffici di Mestre per i dipendenti del gruppo Coin. Infine, la struttura di Save the Children andra’ a una scuola in Libano, mentre il Children park dovrebbe essere trasferito in un parco di Milano.

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto
LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, ha piu’ volte spiegato di voler rendere questa fase di smantellamento la piu’ rapida e efficiente possibile, in modo da consegnare i terreni vuoti a Arexpo – la societa’ pubblica che ne e’ proprietaria – anche prima rispetto al termine previsto che e’ a maggio 2016. Intanto, a primavera dovrebbero riprendere l’attivita’ l’Albero della Vita, Palazzo Italia e il Padiglione Zero, mentre Cascina Triulza ha gia’ annunciato che non si fermera’ divulgando il programma delle iniziative di novembre. Quanto al futuro del sito, l’unica certezza e’ il vincolo dell’area a verde (54%), anche se l’ipotesi piu’ accreditata e’ che vi venga realizzato un campus universitario dove l’Universita’ Statale di Milano dovrebbe trasferire alcune sue facolta’, affiancato da una cittadella della ricerca e l’innovazione cosi’ come suggerito da Assolombarda. Sul fronte di quanti, invece, hanno trovato lavoro tra i padiglioni in questi mesi, il ministro Giuliano Poletti ha gia’ avuto modo di sottolineare che non esistono automatismi per ulteriori reclutamenti, che l’esperienza di per se’ sara’ motivo di ausilio nella ricerca di nuovi impieghi e che comunque c’e’ l’impegno, insieme alla Regione, per applicare a questa forza lavoro gli strumenti esistenti per supportarla nel reinserimento nel mercato.