Sono 61 i vip che hanno lanciato l’appello ai leader mondiali per impedire l’espansione delle miniere in Australia
La conferenza di Parigi sta scuotendo gli animi di numerosi esperti. Infatti, sono sessantuno i vip australiani, fra scienziati, economisti, scrittori, personalità religiose e anche sportive, hanno lanciato un appello ai leader mondiali affinché, proprio durante la conferenza, discutano della messa al bando di nuove miniere e dell’espansione di quelle esistenti. La lettera è stata pubblicata su tutti i quotidiani di oggi e si rivolge direttamente al presidente francese Francois Hollande e al primo ministro australiano Malcolm Turnbull; in essa si richiede una ferma opposizione da parte dei leader allo sviluppo dei siti minerari, a cominciare dai giacimenti nel Galilee Basin in Queensland, il cui progetto di sviluppo prevede la creazione di un porto orientato sulla barriera corallina.
A lanciare l’appello è stato il presidente Anote Tang, dello stato- isola di Kiribati nel Pacifico, a cui si sono uniti altri leader delle nazioni insulari della regione, minacciate dal sollevamento delle acque e dai cicloni, che necessitano di una riduzione delle emissioni di gas serra. La richiesta è stato, così, sostenuta dai 61 firmatari sopracitati; i quali esortano ad includere, nell’ordine del giorno, le esportazioni di carbone. Proprio i firmatari fanno notare che, il progetto di espansione e sviluppo di questi siti minerari e le relative esportazioni, non sono conformi e coerenti con il progetto dei leader mondiali, di contenere la temperatura della terra intorno ai 2 gradi. Proprio l’Australia, infatti, ha intenzione di raddoppiare le esportazioni di carbone, andando così ad inficiare qualsiasi tipo di progetto mondiale.


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