Delta del Po: avviato un tavolo tecnico per valorizzare e salvaguardare gli habitat lagunari

Per impiegare al meglio le risorse del Delta del Po sarà necessario costituire un tavolo di lavoro tecnico: l’obiettivo sarà quello di individuare interventi mirati a valorizzare l’habitat lagunare del delta e salvaguardare flora e fauna

Un tavolo di lavoro tecnico, snello e operativo, che non si sovrapponga o sostituisca ad altri organismi già esistenti e la cui finalità sia esclusivamente quella di generare un’intesa tra tutti i soggetti interessati e competenti per assicurare le migliori condizioni permanenti possibili di impiego delle risorse dell’area del Delta del Po. E’ questo l’obiettivo indicato dall’assessore al territorio e ai parchi della Regione del Veneto, Cristiano Corazzari, nel corso della riunione svoltasi oggi a Porto Viro, al fine di individuare possibili azioni e interventi atti a garantire la valorizzazione degli habitat lagunari del Delta del Po. Un obiettivo totalmente condiviso dai rappresentanti delle istituzioni locali e delle associazioni di categoria presenti all’incontro. ”Abbiamo il dovere di tutelare questo patrimonio ambientale e naturalistico – ha sottolineato Corazzari – ma anche quello di difendere i residenti, di dare loro opportunità di lavoro, di favorire condizioni di permanenza degli abitanti, delle aziende produttive e delle famiglie del delta, considerandole il primo e più importante presidio di quest’area”.

delta del poDal confronto è emersa l’esigenza di individuare soluzioni ai problemi contingenti e più immediati di carattere strutturale e infrastrutturale, di sicurezza della navigazione e di accessibilità acquea, ma soprattutto la volontà di attuare un metodo di lavoro che, partendo dalla condivisione delle finalità tra le diverse ”anime” tecniche e amministrative operanti in quest’ambito, assicuri, attraverso la semplificazione delle procedure amministrative, dei sistemi di manutenzione e vivificazione costante delle lagune e di fruibilità ininterrotta dei porti di Pila, Scardovari e Chioggia. ”In sintesi – ha detto Corazzari -, un modello di intervento sancito da un protocollo d’intesa, che superi l’episodicità e la discontinuità del modo di operare in quest’area e ricalchi in qualche modo le caratteristiche del protocollo sugli scavi dei fondali adottato per la laguna di Venezia”. ”Un protocollo finalizzato essenzialmente all’operatività – ha concluso Corazzari -, partendo dalla consapevolezza che senza prospettive di produttività, di occupazione e di sviluppo, il delta del Po correrebbe il rischio di dover fronteggiare un esodo pericolosissimo per la salvaguardia stessa di questi luoghi”.