Disastro del Vajont: “Monito nel Paese delle mezze verità”

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“Il Vajont è uno spartiacque e in una nazione delle mezze verità e delle stragi impunite esso è un monito”

“Se c’e’ una lezione che non puo’ essere dimenticata della tragedia del Vajont e’ il diritto alla ricerca della verita’ e il dovere di ricordare e di insegnare l’intera vicenda, le sue cause, tutte le colpe e la incredibile difficolta’ che ebbero le vittime a trovare e avere giustizia”: lo dice Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto, in occasione dell’anniversario della tragedia del Vajont. Ciambetti invita ad “un momento di riflessione e di silenzio che ciascuno di noi puo’ riempire con una preghiera, un pensiero, un ricordo. La storia la conosciamo bene, ma bisogna ripeterla, parola per parola, anno dopo anno: alle 22.39 del 9 ottobre 1963 si stacco’ dal versante Nord del Monte Toc una frana di 270 milioni di metri cubi precipitando nel bacino artificiale creata dalla diga sul torrente Vajont. L’onda d’urto e la tracimazione dell’acqua causarono una vera e propria ecatombe, con 1.917 morti e la distruzione di paesi e contrade. Un sacrificio umano sull’altare dell’interesse e della ricerca del profitto incurante dei diritti degli esseri umani e dell’ambiente. Ancor piu’ devastante, poi, fu la ricerca della verita’ davanti ad ostacoli insormontabili, reticenze colpevoli e colpevoli silenzi con cui si tento’ persino di relegare quella tragedia nell’oblio, nel tentativo di cancellare una memoria sgradita”. “Nell’anno internazionale del Pianeta nel 2008 – continua Ciambetti – in una sessione dedicata all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite alla Scienza delle Terra, la tragedia del Vajoint fu portata ad esempio, assieme ad altri quattro casi, di disastro evitabile: sul banco degli imputati l’imperizia umana, ma anche l’avidita’. Il Vajont fu allora un caso criminale. Ci sono voluti anni per portare alla luce quella verita’ che molti bellunesi e molti degli abitanti di Erto, Casso, Longarone, Castellavazzo, sapevano bene”. “Il Vajont – conclude – e’ uno spartiacque e in una nazione delle mezze verita’ e delle stragi impunite esso e’ un monito. Ricordare le vittime del Vajont dovrebbe essere un dovere morale che tutte le Istituzioni, non solo gli enti locali della nostra Regione e i veneti, dovrebbero far proprio per ribadire il diritto delle vittime di ogni tragedia a ricevere Giustizia”.