Ebola, allerta sui guariti: il “virus resta nei fluidi per 9 mesi”

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Lo studio si è basato sulla peggiore epidemia di Ebola di sempre, iniziata a fine 2013 e che finora in Africa occidentale ha causato oltre 11mila vittime

L’Ebola puo’ restare nei fluidi umani, in particolare nello sperma, anche per nove mesi dal giorno dell’infezione e anche dopo un’avvenuta e apparente guarigione: l’allerta e’ arrivata in seguito alla pubblicazione di uno studio sulle conseguenze del pericoloso virus sull’americano New England Journal of Medicine, ed e’ stata presa molto seriamente nel Regno Unito, dove solo pochi giorni fa l’infermiera scozzese Pauline Cafferkey e’ stata nuovamente ricoverata per una ricaduta ed e’ ora in gravi condizioni in un ospedale londinese. Lo studio si e’ basato sulla peggiore epidemia di Ebola di sempre, iniziata a fine 2013 e che finora in Africa occidentale ha causato oltre 11mila vittime. Gia’ lo scorso marzo erano state pubblicate le prime indagini su una donna che si era infettata avendo un rapporto sessuale con un sopravvissuto e ora anche le condizioni critiche di Cafferkey fanno pensare che il virus possa resistere a lungo in un corpo umano, magari non dando segni evidenti ma essendo comunque pericoloso. La base della ricerca pubblicata sul New England Journal of Medicine e’ l’indagine condotta su 93 uomini della Sierra Leone. Dopo sei mesi dall’infezione, e’ emerso, tracce del virus erano ancora evidenti nel 60% di essi e dopo nove mesi l’Ebola era ancora presente nel 25% del campione. Gli esperti raccomandano ora un’assoluta urgenza di una campagna sociale e pubblicitaria per l’utilizzo del preservativo nelle zone colpite dall’epidemia.