Ebola: infermiera scozzese nuovamente ricoverata, i familiari accusano i medici

L’infermiera scozzese è stat ricoverata di nuovo nei giorni scorsi in un ospedale di Londra per quella che appare come una ricaduta

Dure accuse ai medici da parte della famiglia di Pauline Cafferkey, l’infermiera scozzese dichiarata guarita nei mesi scorsi dal virus dell’Ebola che aveva contratto in Sierra Leone e ricoverata invece di nuovo nei giorni scorsi in un ospedale di Londra per quella che appare come una ricaduta dell’infezione. Una sorella ha imputato il sistema sanitario britannico di aver reagito in modo tardivo e “assolutamente diabolico” all’accaduto. Secondo Toni Cafferkey, citata dall’agenzia Pa, Pauline si era sentita male il giorno precedente a quello dell’ultimo ricovero e si era rivolta al Victoria Hospital di Glasgow. Ma i medici l’hanno inizialmente rimandata a casa. Solo 24 ore piu’ tardi, dopo una corsa in un altro ospedale cittadino, il Queen Elizabeth, sono state individuate le “gravi complicazioni” che hanno indotto infine gli specialisti a trasferire l’infermiera presso il Royal Free hospital di Londra. “Io e la mia famiglia – ha detto Toni Cafferkey – riteniamo sia stata persa una grande opportunita’ per fare la giusta diagnosi prima. Invece d’essere ricoverata subito in ospedale, mia sorella ha trascorso l’intera giornata di martedi’ a casa, gia’ molto malata”.