Ebola: pubblicati i documenti di gestione del virus da parte dello Spallanzani di Roma

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Sulla rivista “BMC Infectious Diseases” sono stati pubblicate le analisi e i documenti di gestione del virus da parte dell’Inmi Spallanzani di Roma

L’impegnativa attività contro l’ebola condotta dal team dell’Inmi Spallanzani di Roma, durata 39 giorni, è stata pubblicata sulla rivista “BMC Infectious Diseases“. Il lavoro, che ha visto una stretta collaborazione scientifica, ha valutato positivamente l’attività di ventilazione meccanica, che ha permesso la ripresa delle funzioni respiratorie e la terapia antimalarica somministrata anche se non era stata diagnosticata la presenza della malattia. Gli specialisti, infatti hanno ribadito, che la ventilazione meccanica, per quanto pericolosa per gli operatori, è comunque fondamentale nella cura dei pazienti affetti da ebola. L’analisi pubblicata dalla rivista, riporta tutto il lavoro svolto dagli esperti, l’analisi critica delle situazione e la lista delle persone e delle istituzioni coinvolte. Il primo paziente italiano, a cui fu diagnosticata la malattia, fu Fabrizio Pulvirenti, un operatore di Emergency, attivo in Sierra Leone.Pulvirenti fu trasferito in Italia e ricoverato allo Spallanzani, guarendo effettivamente il 2 gennaio 2015. Sempre allo Spallanzani, fu trasferito un altro operatore di Emergency, Stefano Marongiu. Nonostante i farmaci sperimentali avessero fatto sperare in un processo di guarigione, fu evidenziata nei pazienti un’infiltrazione polmonare bilaterale. Ecco che, si mostrò necessaria la ventilazione meccanica.  La polmonite interstiziale è stata causata dalla presenza di acidi nucleici nel bronco aspirato, mentre il livello di virus nel sangue era molto inferiore. Per i trattamenti sperimentali utilizzati (plasma di convalescente, favipiravir, anticorpi monoclonali ZMab e melanocotina) sono necessarie ulteriori ricerche di trasferimento (traslazionale).