Ecco come i cambiamenti climatici danneggiano i nostri monumenti

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Le ricerche del Cnr dimostrano come i cambiamenti climatici possano danneggiare il nostro patrimonio artistico

Ogni Paese racconta la sua storia non solo attraverso i libri, ma anche attraverso i monumenti e le opere che riempiono il loro territorio. L’Europa, soprattutto, è uno di quei continenti che racchiudono una storia secolare e una ricchezza artistico- culturale da far invidia. Eppure, ogni giorno tale patrimonio corre diversi rischi. I più pericolosi sono quelli legati all’ambiente e ai cambiamenti climatici. Una recente ricerca condotta dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (Isac) del Cnr, che ha infatti rilevato quanto sia dannoso il cambiamento climatico sul patrimonio artistico- culturale mondiale. Lo studio – spiega Anna Maria Carchidi sull’Almanacco della Scienza del CNR – si concentra sull’analisi dei meccanismi chimici, fisici e biologici che emergono dal rapporto tra ambiente e patrimonio; soprattutto quando quest’ultimo si rapporta con l’alterazione del clima e del microclima. Dai risultati ottenuti si evince che l’acqua sia l’elemento più dannoso per i nostri tesori, sia che si tratti di piogge intense, come le alluvioni, sia che si tratti di piogge lievi e continue. I danni provocati da queste riguardano sia i tetti dei monumenti  che tutti gli elementi ornamentali. Non solo, frequenti sono le infiltrazioni dei materiali o la nascita di microrganismi sui materiali unita anche ad una corrosione delle parti metalliche. Per ciò che riguarda i marmi, il materiale più a rischio, la loro dissoluzione sarà dovuto nel prossimo tempo, all’effetto carsico che riguarda l’aumento dell‘anidride carbonica. A quanto pare, le piogge acide saranno quelle che provocheranno meno danni.

piramidi-degittoAltre due ricerche condotte dall’Istituto di Biometeorologia (Ibimet) del Cnr, si è concentrata su l’impatto climatico sui beni culturali dell’Egitto. Il primo progetto  prende il nome di “Le sette piaghe. Cataclismi e distruzioni tra Palestina ed Egitto in epoca preclassica“, si è concentrato sullo studio delle piogge torrenziali nell’area che va dal Mar Mediterraneo al centro del Sahara, fino al Mar Rosso. Lo studio ha messo in luce quanto l’escursione termica del giorno e della notte, unito alle tempeste di sabbia e alle piogge possa aver compromesso i monumenti presenti nelle zone. Non solo, i frequenti cambiamenti climatici hanno contribuito alla nascita di funghi e muffe dannosi per questo patrimonio. Lo studio cerca non solo di comprendere quali fossero le condizioni atmosferiche degli episodi che hanno interessato quest’area, ma anche da questi poter prevedere il futuro scenario climatico della zona. La seconda ricerca ha voluto comprendere le conseguenze dell’impatto degli agenti atmosferici sui monumenti della regione di Assuan, al fine di comprendere quali possano essere le misure adeguate necessarie per preservarli.