“El Niño” sempre più intenso, primi stravolgimenti: anomalie termiche pazzesche in America

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Un inizio autunno molto particolare quello del 2015. Difatti se in Europa solo ora l’autunno comincia a lanciare piccoli segnali di risveglio, dall’altra parte dell’Atlantico invece il caldo e le temperature sopra le medie stagionali continuano a farla da padrone. La persistenza del caldo su gran parte del continente nord americano, con anomalie termiche che superano punte di +3°C +5°C rispetto le medie stagionali su gran parte degli stati contigui degli USA e sul territorio canadese, è frutto del tipico pattern di “El Niño” che in queste settimane si è andato a collaudare fra il Pacifico settentrionale e il nord Atlantico.

sstTutto merito dei “fiumi troposferici”. Parliamo di flussi di masse d’aria che dalla calda superficie oceanica si espandono lungo l’intera colonna troposferica. La presenza di forti anomalie termiche positive sulla superficie del Pacifico nord-orientale, con valori di circa +2.5°C +3.0°C rispetto la tradizionale media climatologica, sta trasferendo alle masse d’aria sovrastanti un ingente quantitativo di calore latente che gradualmente sale fino all’alta troposfera. Giunte ad una certa altezza, quasi al limite con la stratosfera, queste masse d’aria molto calde, ma anche ricche di vapore acqueo, al traverso delle latitudini sub-tropicali, tendono a ridiscendere verso il basso (“Subsidenze atmosferiche”), andando ad alimentare la fascia anticiclonica, nota come “Cella di Hadley”, che solitamente insiste in questa zona.

us_stQuest’ultima, venendo supportata da questo “fiume troposferico” di aria particolarmente calda aspirata dalle calde acque superficiali del Pacifico orientale, molto più calde del normale, tende ad elongarsi lungo i meridiani, solitamente con due rami ascendenti più stretti del normale che si distendono al traverso della West Coast americana e dell’Atlantico orientale, convogliando su queste aree anche intense onde di calore. In sostanza la circolazione atmosferica lungo i meridiani, grazie all’intensa quantità di “energia termica” fornita dalla calda superficie dell’oceano Pacifico, risulta più vigorosa del normale, incentivando così le spinte verso le alte latitudini dei promontori anticiclonici sub-tropicali.