Expo: un’agricoltura “smart” per affrontare i cambiamenti climatici

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Sull’agricoltura “smart” si è dibattuto questo pomeriggio a Expo 2015 nella sede di Padiglione Italia

Un’agricoltura in sintonia con il clima, attenta alla sostenibilita’ delle risorse e meno vulnerabile all’impatto di cambiamenti climatici ed eventi meteorologici estremi, capace di mitigare le emissioni di gas serra e, allo stesso tempo, di tutelare il reddito degli agricoltori. Su questo modello di agricoltura “smart” si e’ dibattuto questo pomeriggio a Expo 2015 nella sede di Padiglione Italia nel corso della conferenza “Climate Smart Agriculture: Agriculture in harmony with the climate and environment”, evento promosso dall’Universita’ di Trento in collaborazione con l’Istituto di Biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibimet) e realizzato grazie al supporto della Provincia autonoma di Trento nell’ambito degli eventi di “Universita’ per Expo 2015” con il patrocinio del Comitato scientifico di Expo 2015. Il rettore dell’Universita’ di Trento, Paolo Collini, ha ricordato come a fronte di grandi cambiamenti come quelli a cui assistiamo, sul piano climatico, ma anche della produzione e della distribuzione delle risorse, sia cruciale giocare la carta della ricerca. “L’innovazione tecnologica, che e’ frutto dell’incontro virtuoso fra discipline diverse – ha detto – puo’ dare risposte concrete ai problemi legati alla sostenibilita’ che le societa’ occidentali, prime fra tutte devono affrontare. Ma occorre anche creare consapevolezza, sensibilizzare i cittadini attorno a queste sfide locali e globali”. Emanuele Eccel, della Fondazione Edmund Mach, ha citato alcuni progetti portati avanti in Trentino che mirano al recupero degli scarti agricoli, dei reflui zootecnici e dei rifiuti solidi urbani per la produzione energetica (biometano soprattutto per la trazione di veicoli) nell’ottica della riduzione delle emissioni inquinanti e per la fertilizzazione del suolo seguendo tecniche di “agricoltura di precisione”.