Fibrosi cistica: caccia al farmaco risolutivo, grande riconoscimento per uno studioso italiano

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Luis Galietta è uno dei due vincitori dell’edizione 2015 del ‘Robert J. Beall Therapeutic Developement Award per la sua rilevante scoperta: un farmaco potenzialmente risolutivo per la fibrosi cistica

E’ italiano uno dei due vincitori dell’edizione 2015 del ‘Robert J. Beall Therapeutic Developement Award’, assegnato per il contributo alla scoperta di farmaci in grado di correggere il difetto di base della fibrosi cistica. Il riconoscimento, assegnato in occasione della North American Cystic Fibrosis Conference di Phoenix (Arizona), è andato a Luis Galietta, dirigente biologo presso il Laboratorio di Genetica molecolare dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova, e a Alan Verkman dell’Università di San Francisco. I 2 da anni collaborano per trovare una terapia risolutiva per la malattia.

Il Professor Gianni Massella, cofondatore e direttore scientifico della Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica onlus ha dichiarato che  “questo premio ha voluto riconoscere a questi formidabili ricercatori il merito di aver aperto la strada al promettente percorso di ricerca che con alta probabilità porterà alla risoluzione della malattia – auspica l’esperto – Oggi è un grande giorno per la ricerca italiana impegnata nella lotta alla malattia genetica grave più diffusa”. Dallo scorso anno la Fondazione è impegnata nella promozione e nel finanziamento del progetto ‘Task Force for Cystic Fibrosis’, coordinato dallo stesso Galietta, e realizzato in sinergia con l’Istituto Gaslini e l’Istituto italiano di tecnologia di Genova, con l’obiettivo di individuare cure risolutive per le persone con fibrosi cistica con la mutazione più comune del gene difettoso Cftr, la F508del, che interessa il 70% dei malati, si legge in una nota. Oggi, entrati nella seconda fase del progetto, sono state individuate alcune molecole attive come correttrici del gene mutato e si sta procedendo ad un rafforzamento delle stesse, per trovare il farmaco chiave che potrebbe cambiare definitivamente la sorte della maggior parte dei malati nel mondo. “E’ un momento estremamente eccitante nell’ambito della ricerca sulla fibrosi cistica, poiché sono tanti i centri di ricerca e le industrie farmaceutiche che si stanno interessando a questi farmaci – afferma Massella – in pochi anni ci auguriamo di raggiungere risultati applicabili anche ad altri pazienti, oltre a quelli già in cura con Kalydeco”.