Il caso del parroco cacciatore indigna l’Aidaa: “il vescovo condanni la caccia”

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Il presidente nazionale di AIDAA ha scritto una lettera al vescovo di Ivrea monsignor Cerrato nella quale chiede al prelato di proibire al suo parroco di praticare la caccia

Continua a far discutere la vicenda del parroco-cacciatore di Ozegna. Il presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce ha scritto una lettera al vescovo di Ivrea monsignor Cerrato nella quale chiede al prelato di proibire al suo parroco di praticare la caccia, ma chiede anche che lo stesso vescovo condanni la pratica omicida della caccia :”Le chiedo pertanto – scrive Lorenzo Croce- anche a nome dell’associazione che presiedo una parole forte e precisa verso l’amore degli animali e di condanna della pratica violenta e assassina che si chiama caccia, ancora peggio quando questa viene esercitata da un ministro di Cristo che per antonomasia dovrebbe essere portatore di misericordia e non certo di fucili e bossoli a pallettoni.”

Di seguito ecco la lettera:

 Caro Monsignor Cerrato,  

sono Lorenzo Croce presidente nazionale dell’ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA , mi permetto di scriverle queste poche righe come cattolico e come amante degli animali per richiamare la sua attenzione sulla vicenda del parroco di Ozegna don Luciano Bardesono che nei giorni scorsi è rimasto coinvolto in un incidente di caccia.

Nei giorni scorsi noi abbiamo ricevuto delle segnalazioni indignate di parrocchiani di don Luciano che ci sottolineavano come all’attività pastorale l’anziano sacerdote prediliga la caccia, e secondo alcuni di questi parrocchiani il sacerdote in questione per pagarsi la licenza di caccia avrebbe utilizzato dei fondi destinati ad altri usi (qualcuno parla di offerte raccolte per i poveri). Vero o non vero non siamo noi a dover dare dei giudizi ma ci rimettiamo per questo alla giustizia avendo presentato io stesso un esposto alla procura di Torino perchè verifichi e faccia luce,innanzitutto per lo stesso parroco, quanto a noi segnalato. La mia lettera a Lei vuole invece essere una protesta vibrata e forte per il fatto che un parroco si diletti a caccia, uccidendo a fucilate creature di Dio quali sono anche secondo la Bibbia ed il Vangelo gli animali. Ritengo e come me lo ritengono centinaia di persone che stanno seguendo la vicenda che sia scandaloso che un parroco si diletti a prendere a fucilate piccoli esseri indifesi, anzi è scandaloso ed inaccettabile che un parroco semplicemente possieda un fucile da caccia. Alla faccia della misericordia e del messaggio francescano. Chieda al suo parroco di astenersi dalla pratica della caccia. Le chiedo pertanto anche a nome dell’associazione che presiedo una parole forte e precisa verso l’amore degli animali e di condanna della pratica violenta e assassina che si chiama caccia, ancora peggio quando questa viene esercitata da un ministro di Cristo che per antonomasia dovrebbe essere portatore di misericordia e non certo di fucili e bossoli a pallettoni.

Cordiali Saluti”