Il dato allarmante sugli italiani: uno su due rinuncia alle visite mediche

Diminuisce drasticamente il numero degli italiani che si appresta ad effettuare visite mediche e aumentano vertiginosamente le prestazioni a nero. Dati allarmanti riportati dal Censis

A causa delle lunghe ed interminabili liste d’attesa e dei costi troppo esorbitanti che di certo non si conformano alle tasche di tutti, una famiglia su due rinuncia alle visite mediche.

E’ quanto emerso dal Bilancio di sostenibilità del Welfare italiano del Censis e dalle ricerche delle associazioni dei consumatori realizzate per il forum Ania-consumatori;

lista_attesa2il 41,7% delle famiglie italiane fa a meno delle necessarie prestazioni sanitarie che molto spesso si sintetizzano in visite di controllo e cure preventive. Un dato allarmante dal retrogusto amaro se si considera che ogni italiano paga di tasca propria ben il 18%  della spesa sanitaria complessiva. Dunque dove finiscono i soldi degli italiani? Una domanda dal sapore retorico alla quale ormai silenzia qualunque risposta. La politica cerca (?) di abbattere l’evasione fiscale dei professionisti, ma oltre il 21% degli italiani ha pagato visite mediche senza ricevere alcuna fattura , tra cui il 19% si registra per le visite odontoiatriche mentre l’1,9% per le prestazioni infermieristiche. Come di consueto al Sud la situazione sfugge di mano e il numero dei pazienti che ha effettuato visite mediche totalmente a nero ammonta al 41%. Insomma una sanità che dimentica sempre più spesso i suoi obblighi e una politica che continua imperterrita a mancare di controlli effettivi. E a rimetterci è sempre e solo la classe media degli italiani.

medico-7Anche chi è disposto a pagare per una visita, viste le liste di attesa, alla fine si rivolge alle strutture private. Nel 2015 c’è stato un taglio di ulteriori duemiliardi e 350 milioni di euro rispetto all’anno precedente. I cittadini hanno pagato 33 miliardi di euro di tasca propria, con un incremento di 1 miliardo rispetto al 2014“. Spiega Pina Onotri, segretario generale Smi-Sindacato medici italiani, a La Repubblica.

Pare che comunque siano state emanate diverse proposte per fa sì che si crei un sistema di Walfare più efficiente e solidale, oltre che giusto. Si vuole debellare definitivamente le liste d’attesa e dare ai cittadini risposte chiare e cristalline riguardo alla situazione pensionistica e alle prestazioni attese. Ma quando si concretizzerà tutto ciò? Si spera in una svolta risolutiva.