India: Tribunale bacchetta il governo per inquinamento del Gange

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Enormi cifre spese per risanare il fiume Gange, nessun risultato

Il Tribunale verde nazionale (Ngt) indiano ha severamente rimproverato il governo per la mancanza di progressi nel risanamento del fiume Gange, nonostante le enormi cifre spese in questo ambito. Lo scrive l’agenzia di stampa Pti. In una tesa udienza ieri una sezione del tribunale presieduta dal giudice Swatanter Kumar ha sfidato i rappresentanti del governo a “citare un solo luogo lungo i 2.500 chilometri di percorso del Gange dove la situazione delle acque e’ migliorata”. A noi sembra, ha aggiunto l’Ngt, che “la situazione sia andata di male in peggio nonostante che siano stati spesi 50 miliardi di rupie (680 milioni di euro). Per questo noi siamo giunti alla conclusione che quasi nulla e’ in realta’ successo”. Il Tribunale verde, che ha ricevuto dalla Corte Suprema indiana l’incarico di agire contro le unita’ industriali che inquinano il Gange, ha ribadito che il governo e gli Stati locali si sono solo rimpallati responsabilita’ senza che nulla di concreto si potesse apprezzare sul terreno. Rispondendo a nome del ministero delle Risorse idriche, un magistrato ha ricordato che dal 1985 la somma investita per ringiovanire il Gange e’ stata di 40 miliardi di rupie (545 miliardi di euro). Nel 1985, ha spiegato, “e’ stata lanciata la prima fase del Piano di Azione Gange (GAP), seguita nel 1993 dalla seconda fase, mentre nel 2009 e’ stata costituita la Authority nazionale del bacino del fiume Gange (Ngrba) per controllare l’inquinamento del fiume”. Per nulla soddisfatto delle spiegazioni, l’Ngt ha anticipato che a giorni verra’ diffusa una ordinanza in cui “saranno elencate le mancanze di tutti quelli che avrebbero dovuto agire” e saranno indicate disposizioni concrete per intervenire nella pulizia del primo tratto del Gange fra Gomukh e Kampur.