L’Italia è leader nella ricerca nel trattamento del diabete, ma i trapianti non sono rimborsati a differenza degli altri paesi del mondo
Il diabete è una delle malattie più frequenti. L’Italia, però, è leader per la ricerca sulla terapia cellulare del diabete, fornendo cure innovative a coloro che non trattano la malattie con gli strumenti tradizionali. Il problema è dato dal fatto che, anche se esiste il DRG per i trapianti delle isole pancreatiche, questo non è rimborsato; penalizzando così l’assegnazione dei fondi per la ricerca internazionale. La questione è stata sollevata durante il congresso “Panorama Diabate”, della Società Italiana di Diabetologia, che si sta svolgendo a Riccione. Lorenzo Piemonti, Coordinatore del Gruppo di Studio della Sid ha, infatti, affermato che: ” Uno dei principali problemi del trapianto di isole è che c’è un’ampia eterogeneità nel riconoscimento da parte dei servizi sanitari nazionali dei vari paesi. In Italia ad esempio il trapianto di isole non è proprio considerato, esiste un DRG ma senza corrispettivo economico. In altre parole non viene rimborsata nè la procedura di isolamento, nè quella di trapianto delle isole pancreatiche. In Inghilterra, Svizzera o Canada, invece, questo tipo di trapianto è riconosciuto e rimborsato, mentre in Francia e negli USA la procedura è in fase di approvazione”. La cosa stupisce molti visto che l’Italia è uno dei paesi, che si è maggiormente prodigato nello sviluppo di cure e risoluzioni, in questo campo. Tanto che, proprio il San Raffaele è uno dei centri clinici con il più alto volume di trapianti al mondo. Quali sono però le conseguenze a quanto finora affermato? Semplice, che le organizzazioni internazionali decidano di finanziare maggiormente i progetti di ricerca delle nazioni in cui è previsto un rimborso, per non dover sopperire ai costi; portando così l’Italia ad essere nuovamente ultima tra gli ultimi nei finanziamenti, nonostante le sue eccellenze.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?