Allarme per la salute dei consumatori: nelle mele acquistate nei supermercati sono stati riscontrati tracce di pesticidi tossici pari all’89%. Greenpeace accusa le grandi catene, ma l’Associazione Nazionale Imprese agrofarmaci si difende
Una mela al giorno toglie il medico di torno, ma siamo proprio sicuri che le mele che compriamo nei supermercati siano effettivamente controllate e prive di germi o pesticidi pericolosi? Un recente studio promulgato da Greenpeace ha esaminato il frutto in questione acquistato in ben 11 supermercati di tutta Europa, compresa l’Italia.
Mentre le mele 100% biologiche sono passate indenni da tracce di pesticidi, sull’89% delle mele prodotte in modo convenzionale sono stati riscontrati residui di batteri e pesticidi tossici che mettono a repentaglio la salute umana.
Come riportato dalle pagine di La Repubblica, in Italia le mele sono state acquistate in diverse catene di supermercati, tra cui Auchan , Carrefour , Lidl e Naturasì. Il pesticida riscontrato più frequentemente sul frutto è stato il “thpi”, un metabolita del fungicida captano.
“Anche se tutti i residui individuati rientrano nei limiti stabiliti dalle normative, la varietà di sostanze chimiche trovate mostra che nelle coltivazioni convenzionali è pratica comune irrorare i meleti con applicazioni multiple di pesticidi. Tutto questo , insieme alla scarsa conoscenza dei possibili dei possibili impatti dei Cocktail di Pesticidi sull’ambiente e sulla salute , è fonte gi grande preoccupazione. Inoltre non è accettabile che gli agricoltori e le loro famiglie debbano sopportare il carico tossico di questo fallimentare sistema di agricoltura industriale”, si legge inj una nota di Greenpeace, rilasciata da Federica Ferrario e, continua, ” I supermercati devono incoraggiare una progressiva riduzione dei pesticidi nella produzione convenzionale di mele, a partire dai pesticidi più pericolosi , fino alla loro completa eliminazione”
Ovviamente la replica non si è lasciata attendere, e così l‘Associazione Nazionale imprese Agrofarmaci non si è fatta intimorire e ha fatto sentire la sua autorevole voce, precisando che il Ministero della Salute italiano ed Efsa in Europa, le uniche autorità competenti, hanno esaminato i prodotti ortofrutticoli presenti negli scaffali dei supermercati, e non hanno avuto alcuna ritrosia nel ribadire che negli ultimi report pubblicati si è evidenziato come il Paese segua standard di sicurezza alimentare di alto livello e che se in caso ci fosse stato un superamento occasionale del limite massimo legale , questo non comporta alcun danno per la salute dei consumatori. E in un comunicato hanno voluto rassicurare le preoccupazioni degli italiani sostenendo che sulle loro tavole non incombe alcun pericolo.
Insomma una situazione dai tratti oscuri e ancora abbastanza intricata; l’unico consiglio che si può dare è stare sempre allerta e prediligere i prodotti biologici al 100% naturali.


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