“Joaquin” raggiungerà le Azzorre nelle prossime ore, attesi forti venti e mareggiate

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I resti di “Joaquin” passeranno un po’ troppo vicini alle Azzorre, entro il weekend verranno assorbiti dalla circolazione depressionaria islandese

Purtroppo, come emerge anche negli ultimi aggiornamenti dei centri di calcolo internazionali, i resti dell’ormai ex uragano “Joaquin” (che tanto di sé fanno parlare), già poche ore fa declassato a tempesta tropicale, prima di essere agganciati entrando in fase con l’asse di saccatura legato alla depressione d’Islanda, rischiano di colpire in modo diretto l’arcipelago portoghese delle Azzorre. Bisogna dire che osservare il passaggio di cicloni o tempeste tropicali a queste latitudini è tutt’altro che raro sul finire della stagione degli uragani atlantici.

at201511_ensmodelInfatti ci troviamo ai limiti del cosiddetto “cimitero degli uragani atlantici”, lì dove vanno a morire o si dissipano, evolvendosi in potenti sistemi depressionari extratropicali, tutti i cicloni tropicali che dai Caraibi o dal Golfo del Messico risalgono l’East Coast degli USA. Quest’anno le condizioni meteo/climatiche inerenti la distribuzione dei venti nei medi e bassi strati e le temperature delle acque superficiali oceaniche, che superano i +26°C a sud delle Azzorre, depongono a favore per lo sviluppo e la strutturazione di aree depressionarie di natura tropicale, a cuore caldo, anche nel bel mezzo dell’Atlantico, parecchie centinaia di miglia a largo delle coste marocchine e portoghesi. Attualmente la tempesta tropicale “Joaquin”, venendo agganciato in quota dai venti occidentali che scorrono lungo le medie latitudini, tende ad organizzarsi ulteriormente spostandosi verso est e avvicinandosi progressivamente all’arcipelago delle Azzorre, che verrà raggiunto nel corso della giornata odierna dagli ormai resti dell’ex uragano.

Uragano Joaquin (2)Le ultime immagini satellitare mostrano che “Joaquin” continua a presentare le tipiche caratteristiche di una tropical storm abbastanza attiva in pieno Atlantico, caratterizzata da una profonda attività convettiva centrale che continua a generare delle bande nuvolose spiraliformi che si avvitano attorno al profondo minimo barico, ancora piuttosto profondo. Il fitto “gradiente barico orizzontale” che circonda il cuore della tempesta sta generando forti burrasche e venti di tempesta in un’area però abbastanza ristretta attorno il centro di bassa pressione (non più di 50-100 km dal minimo barico). Qui il mare si mantiene molto agitato (forza 6) con onde di “mare vivo” che possono superare anche i 4-5 metri, con “Run Up” fino a 6 metri. Le navi che passeranno nelle vicinanze avranno a che fare con un fastidioso moto ondoso, ma anche il tratto di oceano a sud-ovest delle Azzorre comincerà pian piano a risentire un certo aumento del moto ondoso.

Uragano Joaquin (3)Finora l’unica insidia che può arrestare l’approfondimento di “Joaquin” è il flusso di aria secca orientale, di vecchia origine sahariana, che scorre lungo il suo bordo più meridionale. Per il resto l’ambiente in cui si trova “Joaquin” è quasi ideale per lo sviluppo di una tropical storm o di un vero e proprio ciclone tropicale. Il “Wind Shear” moderato in quota e le acque superficiali sui +26.0°C +26.5°C dovrebbero continuare a dare una discreta alimentazione. Almeno fino alla giornata odierna la tempesta conserverà caratteristiche tropicali continuando a svilupparsi e a mantenere una intensa attività convettiva centrale. Ma a partire da domani, spostandosi su acque poco più fredde attorno le Azzorre, con temperature attorno i +25°C, “Joaquin” potrà iniziare gradualmente ad indebolirsi e a perdere parte delle sue caratteristiche tropicali, evolvendosi temporaneamente in un profondo sistema depressionario dalle caratteristiche sub-tropicali.

Uragano Joaquin (1)Inoltre la perturbazione dovrebbe spostarsi su un’area con un “Wind Shear” moderato-forte che dovrebbe contribuire a rallentare lo sviluppo della tropical storm. Nonostante l’indebolimento “Joaquin” fino alle prossime ore dovrebbe mantenere lo status di tempesta tropicale, tanto da abbordare le isole Azzorre portando su di esse forti venti di burrasca, in genere da Sud e SE per poi ruotare da NE, piogge intense e mareggiate, con onde alte anche più di 3-4 metri. Sulle isole più meridionali i venti potranno superare la soglia degli 80-90 km/h. Le burrasche più intense colpiranno le isole di Santa Maria, Sao Miguel, Terceira, Pico, Faial e Sao Jorge, dove lungo le rispettive coste meridionali si verificheranno anche delle mareggiate, con onde alte più di 4-5 metri.

analyzaDa domani i resti di “Joaquin” lasceranno le Azzorre, dove si assisterà ad un rapido miglioramento del tempo con gli ultimi residui rovesci sparsi, per spingersi verso E-NE prima di venire in parte “assorbiti” dall’ampia circolazione depressionaria extratropicale presente sul nord Atlantico, facente capo alla depressione d’Islanda. Come unici effetti diretti i resti di “Joaquin”, prima di essere del tutto assorbiti, potranno sospingere ulteriormente verso levante, e quindi verso Spagna, Francia e nord Italia, l’asse di saccatura legato alla depressione d’Islanda, causando una conseguente ondata di maltempo, anche intensa, che coinvolgerà gran parte dei paesi dell’Europa centro-occidentale entro l’inizio della prossima settimana.