La devastante alluvione che colpì Messina il 1° ottobre 2009 era stata preceduta da una serie di eventi climatici che, in un certo senso, si stanno verificando di nuovo in queste ore: piogge torrenziali, frane e smottamenti sia nelle ore che nei giorni e nelle settimane precedenti.
Sebbene il maltempo stia in queste ore colpendo una zona più a Sud rispetto a quella che interessò all’epoca (oggi nel Catanese), le similitudini tra il 2009 e oggi sono preoccupanti. E non solo perché è sempre 1° ottobre. Catania e il suo hinterland settentrionale sono, in questo momento, completamente sott’acqua e il diluvio non accenna a fermarsi. Anzi, le previsioni sono di pioggia, almeno fino ai primi giorni della prossima settimana. Per gli allagamenti la situazione è critica: nelle ultime 12 ore sono caduti oltre 350mm di pioggia nelle zone più colpite, tra cui San Gregorio, Valverde, Canalicchio, San Giovanni La Punta, Sant’Agata Li Battiati, Acireale, Zafferana Etnea, Riposto. E il maltempo si sta intensificando, proprio in queste ore, anche nel messinese jonico e nel siracusano.
Sei anni fa, dopo alcuni giorni di pioggia torrenziale simili a quella che la Sicilia sta vivendo in questo momento, il 1° ottobre arrivò un vero e proprio temporale monsonico che ha fatto cadere, anche allora, più di 300mm di pioggia in meno di tre ore, ovvero la metà dell’acqua che solitamente colpisce queste zone in anno intero. Con correnti di sud/est al suolo e sud/ovest in quota, quel pomeriggio di poco più di un anno fa nel Messinese Jonico s’è creata un’area di convergenza meteorologica devastante, che ha causato queste violentissime bombe d’acqua.
Quella sera del primo ottobre, nonostante fosse previsto l’arrivo di un violento fronte perturbato da ovest, la formazione temporalesca nello Stretto fu un’altra, rapida e improvvisa. E su prefrontale, da sud/est. Già dal primo pomeriggio i venti in quota soffiavano da sud/ovest, con un libeccio umido e mite. Al suolo, invece, soffiava un teso scirocco. Fu il contrasto tra queste due correnti a determinare una linea di convergenza proprio nell’area del Messinese Jonico, dove si sono formati i violenti cumulonembi che hanno causato piogge torrenziali e alluvioni. E, paradossalmente, è stato poi un secondo fronte temporalesco, quello già atteso, a spazzare via dallo Stretto quella convergenza di correnti liberando il territorio dal nubifragio torrenziale che, altrimenti, avrebbe insistito per altre ore sulle stesse aree.
Il messinese Jonico e in generale la Sicilia sud-orientale presentano delle caratteristiche orografiche e geomorfologiche del territorio che favoriscono un regime pluviometrico caratterizzato da pochi episodi piovosi, ma anche molto violenti. Nel corso della storia, infatti, sono innumerevoli le volte in cui il territorio di Messina è stato colpito da fenomeni meteo estremi, soprattutto nel versante Jonico.
A onor di cronaca c’è da dire che il 2009, per la zona del messinese, fu un anno di piogge record: era da ben 150 anni che non pioveva così tanto in quelle zone. Anche nel mese di settembre appena concluso nella Sicilia orientale si sono verificate piogge alluvionali, e in queste ore l’allerta è alta, anche per colpa delle concause che avevano provocato l’alluvione di allora: sottovalutazione del rischio, mancato controllo e messa in sicurezza del territorio.Per monitorare la situazione in tempo reale, ecco le pagine del nowcasting:


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