L’Italia nella morsa del maltempo: “l’autunno è il periodo più pericoloso”

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Maltempo e dissesti idrogeologici stanno devastando la nostra penisola, il cui territorio e notoriamente a rischio. Per gli esperti è necessaria una pianificazione più aggiornata e capillare

“Come ogni anno nel mese di agosto ricordiamo un po’ a tutti che sta arrivando l’autunno, ovvero il periodo più pericoloso da un punto di vista climatico, con la speranza che si faccia sempre qualcosa in più per prevenire dissesti idrogeologici”. A parlare ai microfoni di Meteoweb è Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale Geologi. “In questo periodo – continua Graziano – sono frequenti cellule temporalesche che si autogenerano e tanta pioggia si riversa sul nostro territorio in tempi eccessivamente stretti. Il territorio, però, è malato e ha bisogno di cure. I nostri bacini idrografici non sono più in grado di reggere. Dobbiamo riguardare tutto il governo del territorio in modo diverso. Attualmente si utilizzano modelli vecchi per la pianificazione che, quando c’è, non è per niente adeguata al cambiamento. Ad esempio, se progettassi una fognatura oggi, questa si baserebbe su statistiche degli ultimi 50 anni, quando invece sarebbe opportuno farla in base ai dati degli ultimi 5 anni”.

E tutta l’Italia, senza distinzione, è interessata da temporali e pericoli di dissesto idreogeologico. “Non c’è federalismo nel dissesto – ha spiegato il geologo – il problema è solo dove pioverà la prossima volta, perché gli effetti su tutto il territorio nazionale sono sempre gli stessi, dato che ovunque è mal trattato e non curato, dalla Sicilia alla Liguria”. Tra ieri e oggi in tutta Italia le vittime sono state 5 e i danni innumerevoli, tra cui un treno deragliato in Sicilia e Benevento completamente sommersa dall’acqua. “I cambiamenti climatici – conclude Gian Vito Graziano – non riguardano solo il dissesto, ma anche la mobilità. In Sicilia, ad esempio, si sono verificati casi di strade e ferrovie che non hanno retto al maltempo. Queste variazioni del clima, inoltre, sono accentuate dalle emissioni di CO2, ed è necessario quindi un cambiamento di rotta a livello energetico“.