L’uragano “Joaquin” risale l’East Coast degli USA, rischio di piogge torrenziali fra North Carolina e Virginia

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Pur non effettuando il “landfall” sulle coste degli USA l’uragano “Joaquin” rischia di produrre piogge torrenziali, ecco perchè

Dopo aver spazzato in modo anche violento le Bahamas, con furiosi venti ciclonici che hanno raggiunto l’intensità di uragano di 2^ categoria Saffir-Simpson, l’uragano “Joaquin”, il più forte tra quelli fino ad oggi osservati in Atlantico, comincia a spaventare l’East Coast degli Stati Uniti. Il nucleo centrale dell’uragano, che durante il passaggio sulle isole aveva mantenuto la 4^ categoria della Saffir-Simpson, con una pressione centrale di 935 hpa e venti medi sostenuti oltre i 220-230 km/h nell’area attorno l’occhio, è transitato alla distanza minima da Crooked Island e Acklins Island, tanto che l’occhio centrale del sistema ha appena lambito, le suddette isole.

L'uragano “Joaquin” durante il passaggio sulle Bahamas
L’uragano “Joaquin” durante il passaggio sulle Bahamas

L’arrivo dell’uragano è stato preceduto dall’avvento di fortissimi venti ciclonici che hanno oltrepassato la soglia dei 150-160 km/h. Il sensibile rinforzo della ventilazione ha causato anche un rapido incremento del moto ondoso, con lo sviluppo di ondate davvero imponenti, che hanno raggiunto i 6-7 metri di altezza nel tratto di oceano poco a nord delle Bahamas. Ma le onde più grandi si sono create proprio lungo il lato orientale di “Joaquin”, lì dove erano attive le tempeste di vento più violente, da S-SO, Sud e S-SE, con venti formidabili, capaci di lambire la soglia dei 220-230 km/h. Queste furibonde tempeste hanno sollevate onde di “mare vivo” alte anche più di 7 metri, che sono andate ad infrangersi con grande impeto lungo i tratti di costa meridionali dei singoli isolotti, rompendosi rumorosamente sopra la barriera corallina in lunghi frangenti biancheggianti di spuma, ben visibili da distanze ragguardevoli.

gl_sst_mmFortunatamente è improbabile un “landfall” diretto, visto che la tempesta proprio dalle prossime ore verrà risucchiata verso nord da una ampia saccatura in uscita dagli USA centrali, la quale dovrebbe tenere il nucleo centrale di “Joaquin” a debita distanza dalle coste del South e North Carolina. Inoltre il sistema ciclonico, entro l’inizio della prossima settima, avvicinandosi alle coste del Delaware e del New Jersey, poco prima di spingersi nel tratto di oceano davanti New York, verrà agganciato dal ramo principale del “getto polare” che fuoriesce dalla saccatura in azione a ridosso degli USA centro-orientali, il quale contribuirà a spingere la circolazione ciclonica di “Joaquin” in pieno Atlantico, su acque superficiali più fredde che ne favoriranno la rapida evoluzione a profondo ciclone sub-tropicale.

“Joaquin” durante il periodo di massima intensità, si nota l'occhio centrale circondato dall'imponente muro di nubi torreggianti foriere di precipitazioni torrenziali
“Joaquin” durante il periodo di massima intensità, si nota l’occhio centrale circondato dall’imponente muro di nubi torreggianti foriere di precipitazioni torrenziali

Ma nonostante questo le aree costiere dell’Est Coast statunitense, dal North Carolina fino al New Jersey, rischiano di essere interessate da piogge molto intense, capaci di causare locali allagamenti, e forti raffiche di vento da NE e N-NE. Queste precipitazioni molto abbondanti, a tratti anche eccezionali, che si prepareranno a colpire le coste orientali degli Stati Uniti, dal North Carolina fino al Delaware e al New Jersey, saranno prodotte non tanto dal passaggio dell’uragano, quanto dall’umidissimo flusso di aria calda che esce dalla profonda circolazione ciclonica tropicale. L’ingente quantitativo di vapore acqueo tropicale risucchiato da “Joaquin”, durante il passaggio nel tratto di oceano a nord delle Bahamas, lì dove le acque superficiali dell’Atlantico superano i +29°C +30°C, una volta uscito dalla profondissima circolazione ciclonica si spingerà, in parte, verso le coste orientali degli States, sotto forma di una sostenuta ventilazione da NE e N-NE.

wu-winds-GFS-66hr-06Z-10.4.15Qui le masse di aria calda e molto umida, prossime al punto di saturazione, spingendosi verso l’entroterra si troveranno a scontrarsi con le masse d’aria più fredde e meno umide ivi presenti. Il flusso di aria molto umida tropicale che entra dall’Atlantico incrociando questo strato di aria più fredda e più secca, preesistente nelle aree più interne del North Carolina, della Virginia e del Delaware, tenderà ad ascendere rapidamente verso l’alto, condensando tutto il suo contenuto di umidità in imponenti annuvolamenti cumuliformi che daranno luogo ad intense e persistenti precipitazioni che a tratti potrebbero assumere carattere di rovescio o temporale.

Le abbondantissime precipitazioni attese fra North Carolina, South Carolina e Virginia
Le abbondantissime precipitazioni attese fra North Carolina, South Carolina e Virginia

Inoltre tenendo presente che poco più ad ovest, sugli USA centrali, troviamo in azione un sistema frontale a carattere freddo, collegato alla stessa saccatura che risucchierà verso nord “Joaquin”, l’interazione fra il flusso di aria umidissima che esce dall’uragano atlantico e l’aria più fredda legata al sistema frontale creerà una estesa linea di confluenza, per separazione di masse d’aria molto diverse fra loro, entro la quale si svilupperanno imponenti nubi cumuliformi foriere di piogge, rovesci e persino temporali. Precipitazioni intense e persistenti che localmente, specie lungo la fascia pedemontana dei monti Appalachi, dove il “forcing” orografico all’umidissima ventilazione orientale diverrà intenso, potrebbero risultare anche eccezionali, con apporti pluviometrici fino a 200-300 mm, causando possibili “flash floods” (alluvioni lampo), frane e inondazioni. Le aree che rischiano maggiormente piogge di carattere torrenziale sono quelle comprese fra il South Carolina, il settore costiero del North Carolina e il sud della Virginia, dove con l’avvicinamento del bordo occidentale dell’uragano si origineranno imponenti bande nuvolose periferiche che daranno la stura a piogge diffuse e a forti rovesci, con elevati indici di rain/rate.

Uragano Joaquin Mappe (3)Oltre alle “flash floods” e alle inondazioni un altro pericolo sarà rappresentato dalle forti mareggiate da onda lunga, da E-NE ed Est, che precederanno l’avanzata dell’uragano verso nord. Con la lenta risalita verso nord di “Joaquin” le imponenti ondate sollevate dai fortissimi venti dai quadranti orientali, da NE ed E-NE, attivi lungo il quadrante settentrionale del ciclone tropicale si dirigeranno con grande impeto lungo le coste del North Carolina, Virginia, Delaware e New Jersey, con onde alte anche più di 4-5 metri, ma “Run-Up” di oltre 6 metri, che determineranno potenti mareggiate e il pericolo di allagamenti nei tratti costieri più depressi, come fra Avon e Buxton, dove sarà concreto il pericolo di inondazioni.

Uragano Joaquin Mappe (1)Nel frattempo l’uragano, cominciando a scorrere su acque superficiali sempre meno calde, a largo dell’East Coast, proseguirà il suo cammino verso l’Atlantico, intraprendendo un tipo di traiettoria, verso nord e nord-nord/est, che spingerà la tempesta in mezzo all’Atlantico settentrionale, dopo che quest’ultima verrà prontamente agganciata dal flusso perturbato principale delle medie latitudini, piuttosto ondulato in questo periodo, che esce dal Canada orientale e dal nord degli USA.