Il super-uragano “Patricia” si appresta ad effettuare il “landfall” sulle coste messicane, lo stato del Colima rischia di fare i conti con venti particolarmente estremi
Non ci sono parole per descrivere quello che sta accadendo in queste ore nel tratto di oceano Pacifico a largo delle coste messicane con il rinforzo della “MJO”. Nel giro di 24 ore l’uragano “Patricia” ha subito un impressionante intensificazione, tanto da divenire in poche ore un mostruoso ciclone tropicale di 5^ categoria, sull’ormai nota scala della Saffir-Simpson. Uno dei più violenti e potenti mai osservato sulla Terra dall’inizio delle rilevazioni meteorologiche. “Patrizia” passerà alla storia come la ciclogenesi tropicale più esplosiva di sempre visto che nell’arco delle ultime 24 ore è riuscita a perdere la bellezza di -100 hpa, passando da un minimo barico di 980 hpa a 880 hpa. Solo il super-tifone “Ida”, nel 1958, fino ad ora ha registrato una pressione minima minore, sui 877 hpa. Al momento il ciclone tropicale esprime un “gradiente barico orizzontale” a dir poco impressionante.

Come temevamo la potente circolazione ciclonica tropicale, transitando sopra una piscina di acque calde, con valori prossimi ai +30°C che si estendono a grande profondità, in un’area con basso “wind shear”, si è notevolmente approfondita, strutturandosi in un ampio e imponente super-uragano che ora sta spazzando con grande violenza una piccola fetta del Pacifico orientale, nel tratto a sud-ovest delle coste dello stato messicano del Colima. L’ingente quantità di calore latente fornito dalle caldissime acque superficiali, nel tratto di oceano ad ovest delle coste messicane, ha rapidamente intensificato la già profonda attività convettiva su tutti i lati della tempesta, comportando un notevole approfondimento del processo di “autoalimentazione” che ha sensibilmente potenziato “Patricia”, trasformandola in un pericolosissimo uragano di 5^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti davvero molto violenti, che hanno raggiunto la straordinaria soglia dei 322 km/h, nell’area attorno l’occhio centrale, e raffiche di ben 400 km/h.
Per quel che concerne la velocità dei venti “Patrizia” passerà alla storia come uno dei cicloni tropicali più potenti del secolo, capace persino di superare gli impressionanti valori raggiunti dal super-tifone “Haiyan” nel Novembre del 2013 sulle Filippine centrali. Questi venti davvero violentissimi, che spirano a grandissima velocità attorno il profondissimo minimo barico da capogiro, sceso sugli 880 hpa (uno dei minimi barici più profondi di sempre), pur essendo limitati ad un’area abbastanza ristretta, attorno il nucleo centrale del super-ciclone, stanno contribuendo a sollevare un imponente moto ondoso, molto confuso (onde da più direzioni tipiche dentro i cicloni tropicali dato l’andamento molto turbolento dei venti ciclonici) e duro da navigare, con lo sviluppo di grandi onde di “mare vivo”, capaci di raggiungere anche i 9-10 metri di altezza. Alcune di queste grandi onde, uscendo dall’area perturbata, tenderanno a propagarsi sotto forma di immense onde lunghe verso le coste degli stati messicani del nord Michoacán, Colima e Jalisco, determinando potenti mareggiate lungo il tratto di costa compreso fra Manzanillo e Puerto Vallarta.
Anche se entrambi le città, grazie alla loro particolare conformazione orografica, giacendo a ridosso di grandi baie circondate da imponenti montagne, non dovrebbero ricevere danneggiamenti per l’arrivo della “Storm Surge”. L’enorme mole di calore latente risucchiato da “Patricia”, durante il suo passaggio nel tratto di oceano poco a sud degli atolli della Micronesia, ha consentito, in modo abbastanza rapido, lo sviluppo di micidiali bande nuvolose spiraliformi che si sono velocemente compattate in un’unica muraglia di nubi torreggianti imponenti, con top di oltre i 15-16 km. L’esplosione dell’attività convettiva attorno il nucleo centrale ha liberato una stupefacente quantità di energia termica che è stata in grado di “autoalimentare” il già potente ciclone, rafforzandolo sensibilmente, dalla 2^ alla 5^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi e vorticosi, ad oltre i 300-320 km/h nell’area che circonda il profondissimo occhio centrale, circondato dall’imponente muraglia nuvolosa.
Come avviene sempre in questi casi il costante risucchio di masse d’aria calde e molto umide, marittime, dalla vicina periferia del tifone, oltre a far esplodere la convenzione nella parte centrale del sistema, ha contribuito a sviluppare imponenti bande nuvoloso spiraliformi che sono state ben alimentate dalle enormi quantità di vapore acqueo risucchiato dalle calde acque superficiali del Pacifico orientale, nel tratto ad ovest delle coste del Messico occidentale. La forte intensificazione del processo di “autoalimentazione” del potente ciclone tropicale, contraddistinto dallo sviluppo di poderosi moti ascensionali che condensando in imponenti nubi temporalesche le grandi quantità di vapore acqueo risucchiato dalla superficie oceanica, aumentando in tal modo l’instabilità atmosferica, ha accompagnato il drastico tracollo della pressione barometrica nei pressi dell’occhio centrale di “Patricia”, trasformandolo in un perfetto e pericolississimo super-tifone di 5^ categoria Saffir-Simpson che punta minaccioso le coste dello stato messicano del Colima, dove con molta probabilità effettuerà il “landfall” entro le 00:00.
Stando agli ultimi aggiornamenti dei principali centri di calcolo “Patricia” dovrebbe impattare con il suo quadrante nord-orientale sulle coste dello stato del Colima nel corso della prossima notte, toccando terra nel tratto di costa disabitato a sud della città di Puerto Vallarta, con venti violentissimi da S-SO e Sud che spazzeranno il tratto di costa del piccolo stato messicano, dove con molta probabilità la furia eolica estirperà parte della vegetazione presente. Poco prima del “landfall” pero le gigantesche bande nuvolose spiraliformi presenti sul quadrante orientale del ciclone tropicale dovrebbero scaricare precipitazioni particolarmente violente, parliamo di picchi di 300-400 mm in poche ore, fra lo stato del Colima e quello del Jalisco, dove sarà elevatissimo il rischio di conseguenti inondazioni e “flash floods”.

L’unico freno alla forza devastante di “Patrizia” potrebbe essere rappresentato da un ciclo di sostituzione dell’occhio centrale, poco prima del suo impatto sul Colima, che sarà in grado di indebolire, in modo anche notevole, il tifone alla 3^ categoria Saffir-Simpson. Nonostante l’indebolimento la tempesta rischia, purtroppo, di causare danni e devastazioni enormi, con imponenti inondazioni, su quasi tutto lo stato del Colima e sulla parte più meridionale del Jalisco. Ed in modo particolare nell’area compresa fra la costa del Colima e la città di Puerto Vallarta, che fara i conti con il passaggio del nucleo centrale di “Patricia”, dove si annideranno le precipitazioni più violente e caratterizzate da elevatissimi indici di rain/rate. In risposta all’imminente minaccia il governo messicano ha mobilitato gli organi della protezione civile e l’esercito per procedere con le prime evacuazioni di massa lungo le aree costiere del Colima e del Jalisco.


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