Ecco come l’uragano Patricia s’è indebolito grazie ai rilievi messicani
L’uragano Patricia s’è approcciato al Messico nei giorni scorsi come una delle tempeste più violente della storia: quando era ancora al largo dalla costa messicana aveva venti medi a 325km/h, con raffiche a 400km/h, e un minimo di bassa pressione di 880hPa, molto peggio di Katrina, molto peggio di altri uragani e tifoni che hanno seminato morte e distruzione in vari Paesi del mondo. L’allarme massimo lanciato dalle autorità messicane e meteorologiche internazionali ha consentito alla popolazione di mettersi al sicuro: l’uragano ha effettuato il landfall come tempesta di 5^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, e i danni sono stati ingenti, ma fortunatamente non si sono registrate vittime ne’ feriti. Ovviamente merito della pronta allerta meteo, adeguata ai rischi di una simile tempesta, e al sistema messicano. Ma anche perchè una volta raggiunta terra, la tempesta s’è indebolita in modo molto rapido, grazie alle grandi montagne messicane.
La catena montuosa del Paese, infatti, ha frenato la forza distruttiva dell’uragano. Merito, in modo particolare, della Sierra Madre Occidental e del circuito vulcanico transmessicano, dove i rilievi superano i 3.000 metri di altitudine. Le montagne sono servite come un “muro di contenimento” all’uragano, e gli hanno impedito di raggiungere le zone più popolate dell’entroterra del Paese, sfogando la sua furia sulle coste del Pacifico già allertate ed evacuate.


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