Meduse e insetti: ecco il cibo del futuro che riempirà le nostre tavole

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Ecco come alcuni studiosi rivoluzioneranno il nostro concetto di cibo

Pizza, pasta, dolci, carne, frutta e verdura sono tutti alimenti che quotidianamente consumiamo e mangiamo. Ma cosa accadrebbe se un giorno, in un lontano futuro, fossimo costretti a cambiare radicalmente la nostra dieta alimentare? In fondo, le stesse Nazioni Unite sono preoccupate per l’aumento crescente della popolazione che sta notevolmente spingendo ad una riduzione degli spazi abitabili. Non solo, le risorse naturali non sembrano più bastare per tutti gli abitanti del pianeta. Ecco che allora, alcuni ricercatori preoccupati da questa analisi hanno deciso di avviare uno studio per riuscire a capire con cosa la popolazione mondiale potrebbe sfamarsi nel lontano periodo. Ricorderete con gioia e tristezza la tanto amata zuppa di pesce quando sareste costretti a gustare la zuppa o l’insalata di medusa. Magari potreste accompagnare la vostra zuppa ad un buona bevanda a base di alghe o a gelatine con lo stesso ingrediente. In realtà, lo shock sarà solo per noi occidentali, visto e considerato che in molti altri paesi la medusa è alla base di pietanze di diverso tipo. Nel corso della storia, infatti, abbiamo cercato in ogni modo di imporre il modello occidentale nella vita di ogni paese. Pensate se, invece, per una volta fossimo noi a dover adeguarci.

ciboSecondo la FAO, infatti, a breve dovremmo abituarci a porre alle basi dei nostri piatti anche i tanto odiati e temuti insetti, con un alto contenuto proteico e ad impatto zero. Tranquilli, però, non allarmatevi. Pare che uno dei progetti sia quello di produrre anche carne in laboratorio, con l’utilizzo delle cellule staminali. Un ricercatore dell’Università di Maastricht, Mark Post ha riprodotto un hamburger dalle cellule staminali di una mucca, al modico costo di 300mila euro. Non solo, ma anche se si potesse avere carne senza possedere allevamenti, i quali consumano grandi quantità di acqua e si potrebbe ridurre l’effetto serra, anche il gusto sembrerebbe essere pessimo. Con l’utilizzo di cellule di lievito da birra si potrebbero produrre proteine di latte o uova. Il coreano Jinsoo An, invece, sta progettando un casco che darebbe la possibilità attraverso una visione 3D, di poter gustare virtualmente i propri pasti soddisfacendo così i palati. Certo per quanto questo tipo di alimentazione potrebbe essere sicuramente più “sana” di quella finora condotta, eliminando o comunque riducendo notevolmente malattie cardiovascolari, che negli ultimi anni sono aumentate vertiginosamente, dall’altro leverebbe ogni piacere nel poter mangiare con gusto e soprattutto realmente. Nell’attesa cerchiamo di consumare e sprecare il meno possibile!