Messina senz’acqua: in arrivo 10 autobotti e una nave cisterna

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Il capo della Protezione civile della Sicilia, Calogero Foti, si sta occupando in prima persona dell’emergenza a Messina

In arrivo altre dieci autobotti a Messina e navi cisterne per affrontare la gravissima crisi idrica che da quasi una settimana ha colpito la città dello Stretto. Ad annunciarlo all’Adnkronos è il capo della Protezione civile della Sicilia, Calogero Foti che si sta occupando in prima persona dell’emergenza. “Abbiamo incrementato l’autoparco della Regione con dieci autobotti già immediatamente disponibili, è il numero ritenuto necessario dal Prefetto, su indicazione del Comune – spiega Foti – In aggiunta alle autobotti, abbiamo provveduto ad affidare un servizio di fornitura nave cisterna per la popolazione con 5 mila metri cubi di acqua, che dovrebbe arrivare in serata. Stiamo cercando di dare impulso ai lavori di sistemazione della condotta idrica che sono proseguiti anche la notte scorsa”. “So che il Prefetto di Messina ha anche attivato cinque autobotti dell’Esercito, per quello che mi risulta”, dice ancora Foti. E alla domanda se la Protezione civile è preoccupata per l’attuale situazione, considerata la chiusura di scuole e uffici pubblici, e i gravi disagi negli ospedali, Foti spiega: “Dopo le azioni fatte ieri, no – dice – Noi siamo intervenuti nell’istante in cui la vicenda poteva essere ritenuta di competenza superiore al Comune. Quando abbiamo visto che c’erano difficoltà nel mettere in moto l’intera macchina, abbiamo pensato bene di agire in modo più indipendente”. Ieri Matteo Renzi, di ritorno dal suo viaggio in America Latina, pare si sarebbe infuriato per i ritardi e le lungaggini che costringono Messina a restare senza acqua da quasi una settimana. Il premier ha definito la vicenda una “vergogna”. Da qui la decisione di far intervenire l’esercito. Mentre il sindaco, Renato Accorinti, ha chiesto lo stato di calamità naturale. “Stiamo valutando se è possibile avanzare tale richiesta. Non chiedo lo stato di calamità naturale su un tubo rotto ma sul dissesto idrogeologico”, ha fatto sapere. A provocare l’emergenza idrica a Messina è stata una frana, nel comune catanese di Calatabiano, che sabato scorso ha pressato un tubo delle condutture. La gente è disperata e da giorni si ammassa, armata di bidoni e bottiglie, attorno alle autobotti. Problemi particolari per i disabili e gli ammalati. Da oggi in ospedale vengono serviti solo piatti freddi, per l’impossibilità di lavare le pentole e il tegame. Molti disabili che non hanno la possibilità di andare a prendere l’acqua con i bidoni o le bottiglie da giorni sono chiusi a casa, impossibilitati persino a lavarsi.