Meteo Emilia-Romagna: l’estate 2015 una delle più calde, luglio da record

L’estate 2015 è stata in assoluto quella che ha presentato le maggiori condizioni di disagio dal 2006

L’estate 2015 in Emilia-Romagna e’ stata la terza peggiore dopo il 2003 e il 2012, segnando un’altra tappa nella scalata delle temperature regionali, che pare inarrestabile, e che accompagna da vicino le tendenze nazionali e globali al riscaldamento climatico. Luglio, in particolare, e’ stato un mese da record: il piu’ caldo di sempre, con massime che in media si sono attestate a 34 gradi e minime sui 21. I valori massimi giornalieri sono rimasti stabilmente tra 37 e 38 gradi tra il 16 e il 23 luglio, con un picco di ben 40 registrato il giorno 19 a Castelfranco Emilia. Sono i dati forniti da Arpa Emilia-Romagna, che tra le altre reti di monitoraggio ambientale gestisce anche la rete idrometeorologica regionale. In generale le temperature in Emilia-Romagna negli ultimi 25 anni (1991-2015) mostrano una notevole tendenza all’aumento sia nelle minime che nelle massime, attestandosi molto spesso sopra ai valori del periodo di riferimento climatico precedente (1961-1990). La combinazione di alte temperature e alto tasso di umidita’ ha portato a registrare molto spesso condizioni di disagio bioclimatico (con un effetto significativo sulla salute umana e degli animali). L’estate 2015 e’ stata in assoluto quella che ha presentato le maggiori condizioni di disagio dal 2006, anno in cui e’ partito il servizio di previsione del disagio: nel 2015 ci sono stati ben 45 giorni (circa un terzo del totale nel periodo 15 maggio-15 settembre) con almeno debole disagio e 14 giorni di forte disagio. Altro aspetto di notevole importanza riguarda l’impatto sul riscaldamento del mare, la cui temperatura nel mese di luglio ha raggiunto valori decisamente molto elevati, intorno ai 30 gradi in ampie zone del Mediterraneo centrale, e vicina ai picchi record del 2003. Se a giugno le temperature sono state allineate alla norma recente (che vede comunque un riscaldamento rispetto agli anni ’80 e ’90), in luglio e agosto sono stati rilevati valori molto alti. Se le tendenze attuali dovessero confermarsi, il trentennio climatico che si concludera’ nel 2020 sara’ di almeno un grado piu’ caldo del precedente, una differenza molto marcata che configura un clima diverso da quello sperimentato una generazione fa, con conseguenze palesi su ecosistemi naturali, agricoltura, disagio bioclimatico e cosi’ via. Anche per l’Emilia-Romagna saranno dunque di capitale importanza – spiega l’Arpa – i risultati della conferenza sul clima di Parigi (Cop21), dalla quale ci si attende un nuovo trattato globale che limiti le emissioni di gas serra in atmosfera, responsabili di buona parte dei recenti mutamenti climatici.