Per gli esperti, la moria dei pesci a Bondeno potrebbe essere un campanellino d’allarme per una nuova possibile scossa sismica
Il comune di Bondeno, dopo il riscaldamento delle acque dei pozzi preludio del sisma di diversi giorni fa, non sembra trovare tranquillità. Un ulteriore campanellino d’allarme potrebbe essere proprio la moria di pesci di questi giorni, che sta colpendo diversi corsi d’acqua. Inizialmente, la polemica si è concentrata sulle condizioni igienico- sanitarie dei corsi d’acqua, in cui è avvenuto l’evento. Il sindaco ha, così, comunicato la rimozione immediata delle carcasse e l’esclusione di qualsiasi causa infettiva trasmissibile.
Ecco che, allora ad intervenire è l’Ingv, che sembrerebbe sospettare di una possibile correlazione tra i movimenti tellurici del suolo e la morte dei pesci. Per ora nulla di certo, ma secondo Fedora Quattrocchi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), che su richiesta del sindaco ha svolto le dovute ricerche, è necessario non sottovalutare la temporalità degli eventi. Dai risultati delle analisi, ancora, non è emerso nulla. La ricerca ed il collegamento di questi eventi alle scosse di terremoto, non è nuovo agli esperti; che già nel 2012, prima del terremoto avevano ricevuto diverse segnalazioni di un innalzamento della temperatura delle acque. Ecco perchè, la Regione Emilia Romagna ha finanziato il progetto S3 proprio per lo studio di questi fenomeni, per capire se vi sia un collegamento e se questi possano essere utilizzati a vantaggio degli esperti. E’ possibile, infatti, che i movimenti del suolo abbiano portato ad un’elevata emissione di gas metano, che ha causato la morte dei pesci.


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