Nasce una nuova filiera in cosmesi, green a km zero

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Nasce una nuova filiera in Lombardia dall’agricoltura per la cosmesi con l’utilizzo dei sottoprodotti agricoli

Ettore Prandini, Presidente dell`Istituto Sperimentale di Ricerca `Lazzaro Spallanzani` di Rivolta d`Adda e Matteo Moretti, Presidente del Polo Tecnologico della Cosmesi di Crema, hanno presentato oggi insieme all`Assessore regionale all`Agricoltura Gianni Fava, il primo accordo di filiera agrocosmetica green a km zero in Italia.
“E` nata ufficialmente una nuova filiera – commenta Ettore Prandini, Presidente dell`Istituto Sperimentale di Ricerca `Lazzaro Spallanzani` di Rivolta d`Adda – che mira a realizzare sinergie concrete tra scienza, ricerca, agricoltura e cosmesi, per soddisfare le esigenze crescenti del consumatore rispetto a prodotti sempre più sani e sicuri ma anche per fornire nuove prospettive di crescita e sviluppo per tali comparti. La presenza oggi dell`Assessore Fava è per noi motivo di gratificazione perché conferma la bontà del cammino intrapreso quale risorsa potenziale per l`intera regione”.
“La Lombardia si conferma ancora una volta all`avanguardia – dichiara l`Assessore all`Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava – con una filiera che declina la multifunzione in un`ottica ancora più ampia e si esprime attraverso la sinergia fra produzione, nuovi impieghi delle materie prime e valorizzazione dei sottoprodotti, vere e proprie risorse anche nel comparto della cosmesi, a dimostrazione della versatilità del settore primario”. “Regione Lombardia – prosegue Fava – guarda con attenzione questi modelli che promuovono la sostenibilità ambientale ed economica e costituiscono una ulteriore opportunità occupazionale per il comparto. Così anche immaginiamo debba svilupparsi la ricerca scientifica, a vantaggio di progetti concreti, in grado di sostenere il territorio, come questa nuova filiera agrocosmetica intende fare”. “Grazie al connubio di due settori come agricoltura e cosmesi, attraverso la ricerca e con approcci tecnico-scientifici innovativi – spiega Ettore Prandini – sarà possibile individuare modelli virtuosi in accordo con la strategia comunitaria della “Bioeconomy” per promuovere uno sviluppo rispettoso delle risorse naturali. La ricerca è un fattore culturale di cui l`istituto Spallanzani si fa portavoce con l`obiettivo di allargare la percezione, soprattutto del mondo imprenditoriale, sull`utilità concreta della stessa in termini di miglioramento qualitativo nella programmazione degli interventi aziendali. L`accordo con il Polo della Cosmesi si muove in tal senso e sono certo saprà portare ad un`ottima sinergia operativa utile all`intero sistema”. “Questa partnership – aggiunge Matteo Moretti, Presidente del Polo Tecnologico della Cosmesi – metterà a disposizione delle aziende del Polo della cosmesi numerosi servizi ed opportunità di eccellenza, come l`attività di sviluppo di test in vitro alternativi alla sperimentazione animale grazie ai laboratori di microbiologia, test in vitro e chimica, di cui dispone l`Istituto Spallanzani, che è anche impegnato nella ricerca per l`utilizzazione di microalghe in ambito cosmetico e lo sviluppo di nuove tecnologie”. “L`utilizzo virtuoso di sottoprodotti agricoli – commenta Silvano Brescianini, Direttore dell`Azienda vitivinicola biologica Barone Pizzini, la prima coinvolta in un progetto di ricerca della filiera – è una pratica in perfetta coerenza con la nostra filosofia aziendale che punta l`attenzione sulla biodiversità e sull`innovazione ecosostenibile. La sensibilità e il rispetto nei confronti dell`ambiente che ci ospita, passa anche da intuizioni come questa, che portano valore al know how aziendale oltre che, ovviamente, al territorio, dimostrando come l`agricoltura rappresenti una vera opportunità per il sistema a 360 gradi. Ringrazio, quindi, l`Istituto Spallanzani per aver scelto la nostra azienda come partner di questa esperienza, che auspico possa diventare una modalità diffusa in tutta la nostra agricoltura”.