“I fossili ci dicono che i pesci non subirono drastici cambiamenti mentre allo stesso tempo comparvero nuovi vertebrati marini, i rettili”
I pesci volanti, vissuti 240 milioni di anni fa in Cina, erano capaci di spiccare i loro balzi sbattendo due paia di pinne e usando la coda come elica. I fossili, scoperti tre anni fa da un gruppo di ricerca italo-cinese, sono pronti ad uscire per la prima volta dal Paese insieme ad altri fossili di pesci e rettili marini preistorici battezzati con nomi come Marcopoloichthys (in onore di Marco Polo) e Lariosaurus (ispirato al lago di Como) per sottolineare la somiglianza con altre specie rinvenute proprio in Italia. La mostra, nata dalla collaborazione tra l’Universita’ di Pechino e il paleontologo Andrea Tintori dell’Universita’ di Milano, fara’ la sua prima tappa presso il Maxisalone del Municipio di Bisuschio (Varese) a partire da sabato 17 ottobre e nei prossimi mesi proseguira’ il suo giro d’Italia in altre citta’ come Milano e Firenze. ”I vertebrati marini del Triassico rivestono una grande importanza, perche’ ci aiutano a capire cosa accadde dopo la grande estinzione di massa che quasi 250 milioni di anni fa cancello’ il 95% delle forme di vita sulla Terra”, spiega Andrea Tintori. ”I fossili ci dicono che i pesci non subirono drastici cambiamenti mentre allo stesso tempo comparvero nuovi vertebrati marini, i rettili: nel giro di pochi milioni di anni colonizzarono dapprima le acque costiere, poi, piu’ avanti, anche le acque aperte degli oceani, diventandone i dominatori per oltre 180 milioni di anni. Se fino a pochi anni fa le Prealpi italiane erano considerate lo scrigno di questi rettili fossili, ora l’interesse si e’ spostato verso la Cina meridionale. Nel Triassico, infatti, questa regione si trovava all’altra estremita’ della Tetide, il grande golfo oceanico che si insinuava nel mega-continente Pangea, in cui erano raggruppate praticamente tutte le terre emerse”.


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