Plutone è coloratissimo, varia dal blu al rosso

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“Sapevamo già che Plutone ha una superficie eterogenea. Tuttavia, ci ha stupito vedere tutti questi colori”

Con regioni che variano dal rossastro al blu intenso e altre aree ghiacciate, Plutone e’ coloratissimo. Lo indica la prima mappa completa e dettagliata di questo pianeta nano, ricostruita dall’italiana Silvia Protopapa, che lavora negli Stati Uniti, all’universita’ del Maryland, sulla base dei dati e delle immagini inviati a Terra dalla sonda New Horizons della Nasa. La mappa e’ stata pubblicata su Science, nello studio coordinato dal responsabile scientifico della missione, Alan Stern del Southwest Research Institute. ”Sapevamo gia’ che Plutone ha una superficie eterogenea. Tuttavia, ci ha stupito vedere tutti questi colori”, ha detto Protopapa. Analizzando la superficie del pianeta nano con lo spettrometro Leisa a bordo della sonda New Horizons, i ricercatori hanno scoperto che i colori di Plutone sono dovuti alla sua composizione. Le zone brillanti e di colore blu, come le regioni polari e il grande cuore di Plutone, sono composte di ghiaccio d’acqua e ghiaccio di metano, di azoto e monossido di carbonio. Mentre le regioni equatoriali sono colorate di rosso dai composti organici chiamati toline, che si formano quando metano e azoto sono colpiti dalla luce del Sole o dalle particelle presenti nel vento solare. I dati catturati da New Horizons, durante l’avvicinamento a Plutone e alle sue lune il 14 luglio scorso, mostrano anche che le strutture sulla superficie di Plutone, come pianure, avvallamenti e picchi sembrano essere stati scolpiti da processi geologici ancora attivi. Sembra che la superficie del pianeta nano sia stata spesso ‘rigenerata’ e ‘rimodellata’ anche se il meccanismo alla base di queste attivita’ non e’ chiaro. Anche Caronte, la piu’ grande delle lune di Plutone, sembra un mondo ‘vivo’ con processi geologici ancora in corso, e ha anch’esso una superficie complessa, costellata di colline, depressioni e profondi canyon. La sonda New Horizons, durante il passaggio ravvicinato, ha osservato anche le piccole lune Idra e Notte e i dati catturati mostrano che anche questi due piccoli mondi, come Plutone, sono ricchi di ghiaccio d’acqua.