Poliomelite: i casi sono diminuiti, ma non bisogna abbassare la guardia

“Fino a quando tutti i bambini, ovunque essi siano, non saranno immunizzati contro la polio in maniera costante e regolare, la minaccia di questa malattia continuerà ad esistere”

La medicina ha fatto passi da gigante in merito alla prevenzione della poliomelite. Non ci sono mai stati così pochi bambini in così pochi Paesi di tutto il mondo che hanno contratto questo virus paralizzante. Il contrasto alla malattia, però, non può fermarsi fino a quando il numero di casi non sarà arrivato a zero. Il messaggio è stato lanciato dall’Unicef alla vigilia della giornata Mondiale contro la polio. “I progressi per porre fine alla polio sono concreti e straordinari, adesso solo in 2 Paesi al mondo il poliovirus selvaggio non si è mai stato fermato, Afghanistan e Pakistan”, ha affermato Peter Crowley, responsabile dell’Unità Anti Polio dell’Unicef. “E questo èun grande risultato, ma fino a quando tutti i bambini, ovunque essi siano, non saranno immunizzati contro la polio in maniera costante e regolare, la minaccia di questa malattia continuerà ad esistere. Non possiamo abbassare la guardia; dobbiamo continuare a lavorare finché non ci sarà un solo bambino, ovunque esso sia, che non sarà stato vaccinato”.

13-polio-indiaink-blog480Per capire di che portata siano stati i progressi in merito, basti pensare che solo 3 anni fa, in Nigeria, erano presenti più della metà di tutti i casi di polio nel mondo; quest’anno, per la prima volta nella storia, il paese africano è riuscito ad interrompere la trasmissione del poliovirus selvaggio e il mese scorso è stata cancellato dalla lista dei paesi polio endemici. In India, dove migliaia di bambini ogni anno rimanevano paralizzati a causa della polio, da quattro anni non si registra più nessun caso. Dall’inizio dell’anno in tutto il mondo ci sono stati solo 51 casi di poliovirus selvaggio, rispetto ai 242 del 2014. Nonostante i progressi, recenti epidemie di polio derivati da vaccino in paesi come la Repubblica Popolare Democratica del Laos, l’Ucraina, la Guinea e il Madagascar hanno mostrato i rischi che molti paesi continuano ad affrontare a causa di una scarsa copertura delle vaccinazioni di routine.

LaPresse/Reuters
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“Queste epidemie – spiegano dall’Unicef – ricordano il bisogno fondamentale di intensificare l’impegno di rafforzare i sistemi di vaccinazione di routine e colmare le disparità nell’accesso dei bambini alle strutture mediche di base”. I successi ottenuti sono frutto di apposite politiche adottate soprattutto dai governi dei paesi colpiti, della grande mobilitazione globale e del coinvolgimento delle comunità, del coraggio e dell’impegno di coloro che lavorano in prima linea e degli sforzi coordinati e combinati dei partner della Global Polio Eradication Initiative, the Centre for Disease Control and Prevention, l’Oms, il Rotary International, la Bill and Melinda Gates Foundation e l’Unicef. Quest’ultima ha distribuito 1,7 miliardi di dosi di vaccino nel 2014 e ha supportato la formazione di decine di migliaia di operatori nelle comunità più colpite dalla malattia, da Karachi in Pakistan allo stato di Kano in Nigeria.