Prima ondata di freddo sul nord-est degli USA, torna la neve a bassa quota sugli stati settentrionali

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Nonostante un inizio di autunno travestito d’estate, causa il “Nino”, sul nord-est degli Stati Uniti cala la prima vera ondata di freddo di stagione, capace di riportare la neve fino a bassissima quota fra gli stati del Michigan, Minnesota e parte dello stato di New York. Un blocco di aria piuttosto fredda, d’estrazione polare continentale, scivolando dagli appena di fresco innevati Territori del Nord-Ovest è riuscita a raggiungere parte degli States più settentrionali. Ed in modo particolare gli stati dell’estremo nord-est, dove l’afflusso dell’aria molto fredda d’estrazione canadese ha fatto piombare i termometri su valori al di sotto degli zero gradi.

Zuma press/LaPresse
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Il transito di un ramo discendente del “getto polare” in ingresso sopra gli stati centrali, ha sospinto un sistema frontale a carattere freddo, seguito da masse d’aria veramente molto fredde, per non dire gelide in quota, verso il nord degli States. Qui le masse d’aria molto fredde che l’accompagnavano hanno dato la stura a nevicate diffuse e a rovesci di neve che dal Michigan si sono spostate verso il Minnesota, il Wisconsin e lo stato di New York. Ma le nevicate più intense hanno riguardato il settore più settentrionale del Michigan, con accumuli che localmente hanno raggiunto gli 8-10 cm di neve fresca che in poche ore ha imbiancato praterie, campagne e diverse contee, creando anche qualche difficoltà al traffico stradale. Le nevicate sono state accompagnate dall’ingresso di venti, da O-NO e NO, piuttosto moderati, che hanno acuito la sensazione di freddo percepito. Questo profondo vortice ciclonico, associato al sistema frontale responsabile delle nevicate sul nord degli USA, nelle prossime ore spingerà la massa d’aria fredda verso l’estremo nord-est degli States e il Quèbec, apportando delle nevicate di debole e moderata intensità fino a quote prossime la pianura.

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I fenomeni localmente, specie lungo le coste del Michigan nord-occidentale e sullo stato di New York, potranno essere rinvigoriti dall’attivazione del noto fenomeno del “lakes effects”. Il fenomeno del “lakes effects” si attiva nella stagione invernale, non appena le masse d’aria gelide, di estrazione artica, dopo aver attraversato il Canada centro-orientale, si riversano sopra i grandi specchi lacustri presenti lungo il confine fra Stati Uniti e Canada. Questi presentano delle temperature superficiali abbastanza elevate anche nel cuore della stagione invernale, dopo aver acquisito parecchio calore per radiazione solare durante i mesi estivi. Nel momento in cui l’aria fredda di lontane origini polari transita sopra i grande specchi lacustri i forti contrasti termici che si determinano rafforzando il “gradiente termico verticale” (notevoli differenze termiche fra media e bassa troposfera), favorendo l’innesco di una forte attività convettiva (violenti moti ascendenti della colonna d’aria che tende a salire bruscamente verso l’alto) che agevola la formazione di imponenti annuvolamenti cumuliformi (cumuli, cumulonembi) in grado di apportare precipitazioni diffuse, che spesso assumono carattere di rovescio o temporale se i contrasti termici sono molto forti, con lo sviluppo di imponenti cumulonembi forieri di rovesci nevosi.

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Lo scoppio dell’instabilità convettiva e della nuvolosità cumuliforme viene spiegata dal fatto che a contatto con la più mite superficie marina la massa d’aria gelida si riscalda e si carica di umidità fin dagli strati più bassi, mentre in quota continua a mantenere le sue origini gelide, con valori fino a -35°C -40°C sopra i 5000 metri. Ciò comporta una netta destabilizzazione al proprio interno della massa d’aria, determinando la rapida formazione delle nubi cumuliformi (cumulonembi) che vengono spinte dai venti dominanti verso le rispettive aree costiere, dove danno la stura a persistenti precipitazioni, che possono assumere carattere di rovescio o temporale sulle zone costiere sopravento.