Ricerca: da Trieste un sistema che evita le collisioni tra mini-sateliti

E’ questo il progetto su cui sta lavorando “PicoSaTs”, lo spin-off dell’universita’ di Trieste selezionato per il ‘Corfu’ Innovation Summit’

Un nuovo sistema di telecomunicazioni ad alta frequenza in grado di evitare collisioni fra satelliti di dimensioni molto ridotte e detriti spaziali. E’ questo il progetto su cui sta lavorando “PicoSaTs”, lo spin-off dell’universita’ di Trieste selezionato per il ‘Corfu’ Innovation Summit’ in programma in questi giorni nell’isola greca. Organizzato da ‘Pacinno’ – il progetto europeo relativo alla prima piattaforma di cooperazione per le iniziative di ricerca e trasferimento tecnologico nell’area adriatica – il meeting di Corfu’ ha rappresentato l’occasione per presentare a una platea di investitori e di esperti di innovazione e capitali di rischio alcune fra le piu’ interessanti startup nate recentemente in Europa. E tra queste anche ‘PicoSaTs’ che a Trieste durante il ‘Pacinno Demo Day’, a conclusione di un intenso programma di accelerazione di impresa, e’ stata ritenuta una delle migliori idee imprenditoriali. Un team ‘made in Trieste’, composto da Anna Gregorio, Mario Fragiacomo, Alessandro Cuttin e Mauro Messerotti. I detriti spaziali – spiegano – sono aumentati vertiginosamente negli ultimi anni, diventando un problema crescente per l’alta possibilita’ di collisioni con satelliti attivi che a loro volta possono produrre altri detriti. “Il nostro sistema radio ad alta frequenza, molto piu’ avanzato rispetto a quelli presenti oggi sul mercato – spiega Anna Gregorio, la ricercatrice dell’ateneo triestino a capo di PicoSaTs – e’ pensato per mettere in allarme strutture civili e militari che operano nel settore dell’aviazione proprio in caso di caduta di detriti spaziali. Si tratta di un progetto importantissimo soprattutto per il segmento dei nanosatelliti con importanti prospettive di carattere economico”. La startup sta sviluppando infatti una nuova generazione di applicazioni spaziali dedicate in particolare ai picosatelliti, i piccoli satelliti lunghi appena 30 centimetri che possono essere assemblati anche autonomamente e integrati con strumenti personalizzati. “I picosatelliti sono flessibili e modulari e possono essere realizzati in pochi mesi e a costi contenuti – precisa Anna Gregorio -. Sono numerose, inoltre, le loro applicazioni. Prendiamo per esempio il settore della sicurezza. Questi picosatelliti possono essere utilizzati per monitorare fenomeni di grande impatto sociale come i flussi dei rifugiati cui stiamo assistendo negli ultimi mesi. Oppure – spiega – se applicati al settore dell’agricoltura, sono in grado di raccogliere una quantita’ molto rilevante di dati sulla fertilita’ del suolo e sulla desertificazione del territorio”. “Per un’azienda milanese chiamata ‘Aviosonic Space Tech’ stiamo testando anche il ‘Debris Collision Avoiding System’ una rete innovativa per la ricezione di dati. E’ un sistema in grado di fornire informazioni dettagliate in caso di rientro incontrollato dei satelliti. Informazioni finalizzate – conclude – proprio a evitare le collisioni sia nell’atmosfera che nello spazio”.