Ricerca: le creme solari contribuiscono a distruggere il corallo

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Le ricerche dimostrano che l’esposizione all’ossibenzene della larve del corallo, denominate planule, comporta gravi deformazioni morgologiche di questi organismi

Le creme solari e numerosi altri prodotti cosmetici contengono una sostanza chimica che rappresenta una grave minaccia per le barriere coralline, già compromesse dal riscaldamento climatico, secondo uno studio pubblicato negli Stati Uniti. L’ossibenzone, o BP-3, è utilizzato in più di 3.500 prodotti solari per la sua capacità di assorbire i raggi ultravioletti e quando viene rilasciato nell’acqua dai bagnanti inquina i coralli.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista americana Archives of Environmental Contamination and Toxicology. Le ricerche dimostrano che l’esposizione all’ossibenzene della larve del corallo, denominate planule, comporta gravi deformazioni morgologiche di questi organismi, danneggia il loro Dna e agisce come perturbatore endocrino. La conseguenza è che il corallo si richiude nel suo scheletro e muore. Gi effetti dannosi sono stati verificati a concentrazioni di BP-3 di 62 parti per mille miliardi, l’equivalente in una goccia dì’acqua in sei piscine olimpioniche e mezza, secondo i ricercatori. Nelle Hawaii e nei Caraibi la concentrazione è 12 volte.
La ricerca è stata condotta solo sui coralli delle Hawaii e delle isole Vergini americane. Ma secondo le stime circa 14.000 tonnellate l’anno di creme solari si disperdono nelle acque delle barriere coralline, con un tenore di ossibenzene variabile tra l’1 e il 10%. Soprattutto nelle zone turistiche più frequentate si rischiano alte concentrazioni di questa sostanza tossica. Le barriere coralline ricoprono appena l’1% dei fondali oceanici, ma sono l’habitat del 25% delle specie ittiche.