Ricerca: l’omosessualità potrebbe avere una “firma” negli interruttori del DNA

Il DNA è stato analizzato attraverso un algoritmo matematico progettato appositamente, in grado di scovare anche le piccole differenze epigenetiche che ci sono tra due gemelli

L’orientamento sessuale potrebbe avere una ‘firma’ nell’epigenoma, la serie di ‘interruttori’ del Dna che decidono se un gene e’ acceso o spento. Lo afferma un controverso Studio del’universita’ della California (Ucla) presentato al congresso della American Society of Human Genetics a Baltimora, secondo cui almeno in alcuni casi quindi non si nasce omosessuali ma questo orientamento si ‘acquisisce’. La ricerca e’ stata fatta su 37 coppie di gemelli identici in cui uno dei due era omosessuale, e su 10 in cui lo erano entrambi. Il genoma e’ stato analizzato attraverso un algoritmo matematico progettato appositamente, in grado di scovare anche le piccole differenze epigenetiche che ci sono tra due gemelli. Solo nel 20% dei casi, ricordano gli autori, due gemelli identici sono entrambi omosessuali. In nove regioni del genoma, affermano, ci sono dei ‘segni’ epigenetici che possono predire l’orientamento sessuale con un’accuratezza del 70%. “E’ la prima volta – afferma Tuck Ngun, uno degli autori – che si trova un modello predittivo basato su marker epigenetici. L’attrazione sessuale e’ qualcosa di fondamentale nelle nostre vite, ma di cui non sappiamo molto a livello molecolare”. Lo Studio suggerisce, oltre alla possibilita’ di una natura ‘acquisita’ dell’omosessualita’, anche il rischio che l’orientamento sessuale possa essere dedotto dai dati medici. Il lavoro non e’ ancora stato pubblicato ma e’ gia’ atteso al varco da molti scienziati dubbiosi. “Affermare di avere un 70% di predittivita’ su un campione cosi’ piccolo – afferma ad esempio al Daily Telegraph Darren Griffin dell’universita’ del Kent -. Penso che una volta approfondito lo Studio l’associazione tra orientamento e epigenetica potrebbe non essere cosi’ semplice come appare dai primi risultati”.