Salute: nuovi trattamenti per il linfoma di Hodgkin

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Presentati nuovi farmaci per il trattamento di pazienti con il linfoma di Hodgkin

Il linfoma di Hodgkin è uno dei tumori più comuni, che colpisce i giovanissimi e i giovani adulti in un età compresa tra i 15 ed i 35 anni. Il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e l’Istituto Humanitas di Rozzano hanno pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Pathology, alcuni nuovi dati relativi alla possibilità di poter trattare il tumore con nuovi farmaci mirati. Le cellule Reed- Sternberg, cioè le cellule tumorali, risiedono in un microambiente infiammatorio. Solitamente la malattia è trattata con chemioterapia standard, che permette all’80% dei pazienti di guarire. Il restante 20%, però, è recidiva alla terapia o mostra refrattarietà. Solitamente questa tipologia di pazienti subisce trattamenti di chemioterapia di alte dose oppure con il trapianto di cellule staminali autologhe. Il 50% di questi pazienti hanno risposte durature, per gli altri invece sono state previste altri trattamenti come ad esempio l’utilizzo dell’anticorpo monoclonale anti- CD30 – Brentuximab Vedotin, dell’anticorpo monoclonale anti-recettore di PD1 – Nivolumab e dell’agente alchilante Bendamustine, capaci di targhettare le cellule di Reed-Sternberg insieme a cellule reattive del background. Ora, l’ultima tappa, è quella di testare queste terapie su pazienti in cui il linfoma di Hodgkin è chemio-refrattario, in modo da testarne la validità.