Scienza: algoritmo genetico predice l’orientamento sessuale maschile

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Si chiama ‘FuzzyForest’, ed è un algoritmo realizzato da un team di ricercatori della California, che studiando le regioni del genoma umano riesce a capire l’orientamento sessuale in un uomo

Un algoritmo che utilizza le informazioni epigenetiche di appena 9 regioni del genoma umano è in grado di prevedere l’orientamento sessuale maschile con una precisione del 70%. A presentarlo, in occasione del meeting annuale della Società americana di genetica umana in corso a Baltimora, ricercatori della David Geffen School of Medicine della Università della California di Los Angeles. “A nostra conoscenza, questo è il primo esempio di modello predittivo delle preferenze sessuali basato su marcatori molecolari”, ha dichiarato Tuck Ngun, primo autore dello studio. Oltre alle informazioni genetiche contenute nel Dna, i ricercatori hanno esaminato il processo di metilazione – una modifica molecolare che influenza quando e come un gene viene fortemente espresso – in tutto il genoma di alcune coppie di gemelli maschi identici, soggetti che hanno esattamente la stessa sequenza genetica, ma su cui fattori ambientali portano a differenze nel modo in cui il Dna è metilato. In questo modo i ricercatori hanno potuto controllare le differenze genetiche e verificare allo stesso tempo l’effetto della metilazione. In tutto, lo studio ha coinvolto 37 coppie di gemelli, in cui uno era omosessuale e l’altro era eterosessuale, e 10 coppie in cui entrambi i gemelli erano omosessuali. Ma anche dopo le prime analisi, i ricercatori si sono ritrovati con oltre 400.000 set di dati da prendere in considerazione. Per trovare un possibile ‘filo’, Ngun ei suoi colleghi hanno messo a punto uno speciale algoritmo chiamato ‘FuzzyForest’. Scoprendo, grazie a questo, che i modelli di metilazione a livello di 9 piccole regioni sparse su tutto il genoma possono essere utilizzati per prevedere l’orientamento sessuale, con una precisione del 70%. “Studi precedenti avevano identificato regioni più ampie di cromosomi coinvolte nelle scelte sessuali, ma noi siamo stati in grado di restringerle”, ha spiegato lo scienziato. Ci vorranno ora ulteriori ricerche per spiegare come la metilazione del Dna in queste regioni possa essere correlata all’orientamento sessuale e i ricercatori stanno attualmente testando la precisione dell’algoritmo in una popolazione più generale di uomini. “L’attrazione sessuale è una parte fondamentale della vita, ma non è qualcosa su cui sappiamo molto a livello genetico e molecolare. Spero che questa ricerca ci aiuti a capire meglio noi stessi e perché siamo come siamo”, conclude Ngun.