Settimana del Pianeta Terra: a Napoli il basilico si coltiva sottoterra

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Napoli Sotterranea ha avviato una fase di sperimentazione botanica per il sottosuolo

A Napoli boom di visite per la Settimana del Pianeta Terra  “un’iniziativa straordinaria alla quale abbiamo aderito ben volentieri – ha affermato Vincenzo Albertini, patron di Napoli Sotterranea e geologo –  perché quello ideato dai professori Rodolfo Coccioni e Silvio Seno è davvero l’unico evento in grado di raccontare, valorizzare le geoscienze. Per l’occasione non solo si stanno svolgendo visite speciali alla Napoli Sotterranea ma Domenica presenteremo nel sottosuolo di Napoli, l’orto ipogeo. E’  un nuovo progetto che Napoli Sotterranea, tra le molteplici attività didattico-scientifiche, mette a disposizione dei propri visitatori. Nel buio del sottosuolo di Napoli, a 35 metri di profondità, infatti c’è la vita: un orto nelle viscere della terra, un ambiente solo apparentemente ostile, ma che, lontano da piogge acide, polveri sottili inquinanti, smog, microrganismi dannosi anche alla vita dell’uomo, protegge le coltivazioni delle classiche piante da orto.

Napoli Sotterranea ha avviato dunque una fase di sperimentazione botanica per il sottosuolo
Un sottosuolo non solo aperto ad un pubblico di visitatori italiani e stranieri, studenti, giovani e meno giovani, ma anche ricercatori universitari e botanici i quali utilizzano gli Orti Ipogei per la ricerca scientifica. Il progetto degli Orti Ipogei di Napoli Sotterranea infatti sta suscitando l’interesse scientifico di organismi sia nazionali che
internazionali. Lo presenteremo a Napoli, Domenica 25 Ottobre, con un briefing stampa sottoterra, alle ore 11 e 30, quando scenderemo con i giornalisti nelle viscere della città per raccontare un mondo nuovo. Per tutta la stampa l’appuntamento è dunque Domenica 25 Ottobre ore 11 e 30 alla Napoli Sotterranea. Sempre domenica, in occasione della giornata conclusiva della Settimana del Pianeta Terra, visite speciali all’Acquedotto Augusteo, al Teatro Greco-Romano , al Museo della Guerra”.