Settimana del Pianeta Terra: sull’Etna a vedere la lava dell’eruzione di 320.000 anni fa

MeteoWeb

A chi chiederà come è nato l’Etna verrà spiegato che “a Muntagna”, come Venere è nata dalle acque, quelle di un antico mare appunto, testimoniato oggi da conchiglie fossili molto abbondanti in tutta l’area dell’escursione

“I ragazzi andranno alla ricerca di conchiglie, ma non lo faranno lungo la costa in spiaggia, ma le cercheranno in campagna, con l’Etna che svetta sullo sfondo!! Qui proveremo l’emozione di scoprire conchiglie fossili, testimonianti un antico mare ormai scomparso che occupava l’intera area dove oggi sorge il vulcano più alto d’Europa”. Lo ha annunciato la Prof.ssa Rossana Sanfilippo, docente di paleontologia del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania.

“L’escursione proseguirà con attività di archeologia sperimentale. Per un giorno vivremo come l’uomo preistorico, – ha proseguito Sanfilippo – usando gli utensili della sua vita quotidiana e rivivendo scene di caccia e l’accensione del fuoco. Questo accadrà con lo sfondo del Vulcano che offre sempre spettacoli straordinari. L’escursione è aperta alla stampa che potrà vedere, filmare, raccontare queste emozioni”.

A caccia di fossili in piccole trincee. Ad Augusta il 18 Ottobre – partenza da Catania alle ore 9 –Briefing Stampa in cammino con i ricercatori sull’Etna ore 9

“Si andrà nell’area del Torrente San Marcellino, nei pressi di Megara (Augusta, SR), dove all’interno di piccole trincee e canali artificiali – ha continuato Sanfilippo – si esplorerà tra le argille sabbiose fossilifere del Pleistocene inferiore. Le pareti degli scavi vengono periodicamente erose dall’acqua, portando alla luce strati ricchi di nuovi fossili .

Sullo sfondo sarà visibile il cono dell’Etna, che svetta maestoso. A chi chiederà come è nato l’Etna verrà spiegato che “a Muntagna” (che i catanesi chiamano sempre al femminile!), come Venere è nata dalle acque, quelle di un antico mare appunto, testimoniato oggi da conchiglie fossili molto abbondanti in tutta l’area dell’escursione.

Nel Pleistocene inferiore, circa 2 milioni di anni fa, un ampio golfo si estendeva nella Sicilia orientale tra i monti Peloritani a nord e l’altopiano Ibleo a sud, lungo la linea di contatto fra le placche eurasiatica e africana. A partire da 600 mila anni fa, in questi fondali che si sollevavano iniziarono le prime eruzioni sottomarine di lave basaltiche, che si espandevano sopra i sedimenti argillosi. Il progressivo sollevamento dell’area portò all’emersione di primi isolotti vulcanici, al centro del golfo su cui si sovrapposero numerose colate subaeree fino a formare il l’enorme vulcano che conosciamo. Delle prime attività restano gli splendidi affioramenti di basalti colonnari e di ialoclastiti della Riviera dei Ciclopi.

I fossili che osserveremo raccontano di un bacino via via meno profondo e di un clima molto più freddo dell’attuale. Molluschi e altri invertebrati marini, oggi viventi a latitudini boreali, riuscivano a vivere nel Mar Mediterraneo e anche nel golfo pre-etneo, grazie alle minori temperature raggiunte durante le fasi glaciali del Pleistocene. Negli strati del Torrente San Marcellino si potranno riconoscere il bivalveArctica islandica e il gasteropode Neptunea contraria, fra i più noti rappresentanti di questa fauna “fredda”.

Ed è durante una di queste glaciazioni, la più recente, verificatasi circa 18.000 anni fa, che per l’abbassamento del livello del mare di parecchie decine di metri, si creò un collegamento emerso in corrispondenza dello Stretto di Messina attraverso cui l’uomo e altri animali sarebbero giunti in Sicilia”.

Altro evento con ancora l’Etna protagonista:

Briefing Stampa con i geologi sull’Etna – Domenica 18 Ottobre – Ore 15

Vedremo da vicino, sull’Etna, la lava dell’eruzione di 320.000 anni fa 

“L’escursione proposta da Geo Etna Explorer permetterà di effettuare un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo – ha dichiarato il geologo Piero Mammino –  osservando da vicino una delle primissime attività vulcaniche nel territorio etneo, risalente a circa
320 mila anni fa. Si tratta di un corpo sub vulcanico che ha generato un neck di basalti tholeiitici che emerge dal circostante materiale sedimentario del Pleistocene inferiore e medio, caratterizzato da una
spettacolare fessurazione colonnare. Spingendoci ancora indietro nel tempo si andranno a visitare i terreni
marnosi e sabbiosi del Tortoniano superiore (circa 8 milioni di anni) di Contrada Valanghe. L’azione accelerata delle acque meteoriche e la mancanza di vegetazione creano lungo i pendii delle colline delle meravigliose sculture di tipo calanchivo, che rendono il paesaggio estremamente interessante dal punto di vista geomorfologico”.

L’Etna incontra gli studenti del Liceo “Radice” di Catania

“Il geoevento consiste in un seminario presso il Liceo “G. Lombardo Radice” di Catania (scuola membro dell’UNESCO Associated Schools), – ha affermato il geologo Piero Mammino–  e tenuto dal prof.Giovanni Sturiale del Centro Universitario per la Tutela e la Gestione degli Ambienti Naturali e degli Agro-Ecosistemi (CUTGANA) dell’Università degli Studi di Catania che spiegherà ai giovani allievi l’origine e l’evoluzione del vulcano
attivo più alto d’Europa, i principali stili eruttivi e le peculiarità vulcano morfologiche sia antiche che recenti, tutte caratteristiche, queste, che hanno permesso l’inserimento dell’Etna nella lista dei siti protetti dall’UNESCO. Si parlerà dei crateri sommitali e dei coni di scorie residuo delle eruzioni laterali, delle morfologie delle colate laviche aa e pahoehoe, delle grotte vulcaniche, sia di frattura che di scorrimento lavico, ed infine dell’interazione tra l’uomo e il vulcano. La lezione sarà tenuta in lingua inglese e sarà rivolta agli alunni del Liceo Linguistico ad indirizzo Internazionale”.

Tutto il programma con tutti gli eventi è su www.settimanaterra.org