Spazio, Horizon 2020: 350 milioni di euro per i prossimi due anni

Horizon 2020 si sviluppa attraverso programmi di lavoro biennali, offrendo a imprese ed enti la possibilità di presentare progetti attraverso lo strumento della “call”

Con un budget complessivo di 79 miliardi di euro in 7 anni, dal 2014 al 2020, il programma di ricerca europeo Horizon 2020 rappresenta un’opportunità tutta da sfruttare anche per il settore spaziale, ritenuto strategico per lo sviluppo e la competitività dell’Europa e a cui sono destinati circa 12 miliardi. Basato su tre priorità (“Excellent Science”, “Industrial Leadership” e “Societal Challenges”) Horizon 2020 si sviluppa attraverso programmi di lavoro biennali, offrendo a imprese ed enti la possibilità di presentare progetti attraverso lo strumento della “call”. E proprio al prossimo “work programme” per il biennio 2016-2017 e alla prima “call” per il prossimo anno che si aprirà il 10 novembre è stata dedicata la giornata conclusiva di “Space Week 2015”, svoltasi oggi nella sede dell’Agenzia Spaziale Italiana intitolata “Horizon 2020 Space International Information Day – Work programma 2016-2017”, a cui hanno partecipato rappresentanti dell’Asi, del Miur, dell’Esa, della Commissione europea e di Apre, l’Agenzia per la promozione della ricerca europea che ospita tutti i Punti di contatto nazionale di Horizon 2020 offrendo informazioni e servizi mirati sui programmi di ricerca e offrendo anche assistenza nella preparazione delle domande di partecipazione ai bandi.
Il work programme spaziale 2016-2017 – ha spiegato Salvatore Pignataro, dell’Unità di politica e ricerca spaziale interna alla DG Grow della Commissione europea – che ha una dotazione di circa 350 milioni di euro (165,6 mln per il prossimo anno e 181,4 mln per il 2017) è stato pubblicato il 13 ottobre scorso e la prima call si aprirà il 10 novembre per chiudersi il 3 marzo 2016.
Tre gli ambiti individuati: l’osservazione della Terra (programma Copernicus, sviluppo e applicazioni), la navigazione satellitare (Galileo e Egnos) e la ricerca spaziale “che mira – ha detto Pignataro – ad alimentare la capacità industriale europea, favorendo lo sviluppo di tecnologie, anche abilitanti”.
Si tratta di inviti a presentare proposte competitivi e i progetti vengono giudicati e quindi selezionati – è stato sottolineato – solo in base alla loro alta qualità. Dunque vengono finanziati “solo i progetti migliori, a prescindere da quali Paesi vi partecipano”.