Trapianto di testa? Il Dott. Canavero spiega perché è possibile davvero

Il neurochirurgo Sergio Canavero è più che convinto che in Italia tra qualche anno sarà possibile fare il Trapianto di Testa! Ecco cos’ha dichiarato

Un caso mediatico che ha suscitato non poche polemiche. Sembra paradossale ma lo scienziato italiano Sergio Canavero è più che sicuro dei suoi studi riguardanti le ultime scoperte scientifiche da lui stesso sperimentate. Secondo quanto rilasciato sul Venerdì di Repubblica dal neurochirurgo, l’intera umanità è pronta per il trapianto di testa.

Avete letto bene, il medico torinese ha pubblicato su Surgical Neurology International il suo singolare studio parlando proprio della possibilità di trapiantare le teste umane su nuovi corpi , così da dare nuova vita all’umanità.

Alla domanda “A cosa servirebbe il trapianto di testa?” IF

ha risposto “A offrire una nuova esistenza a chi ha malattie invincibili come la SLA. Ma anche ad allungare la vita. Ormai diversi studi mostrano come il sangue e i tessuti giovani possano ringiovanire quelli vecchi. Quando in futuro il trapianto di testa sarà un’operazione poco complicata, forse potremmo vivere 40-50 anni in più trapiantando la nostra testa su corpi nuovi. Arriveremo a farlo senza il bisogno di donatori esterni: prima o poi anche la clonazione umana non sarà più un tabù, e potremo avere cloni di ricambio come donatori>>.

Per la sua discutibile sperimentazione, il dottor Canavero ha addirittura trovato un volontario pronto a sottoporsi all’intervento, il trentenne Valery Spiridonov, affetto da una grave atrofia muscolare spinale. Ovviamente le critiche e i dissensi non sono mancati, specie all’estero.

Il direttore del centro di Bioetica dell’Università della Pennsylvania Arthur Caplan ha puntato il dito contro il medico, tacciandolo di incapacità e definendolo un tipo <<fuori di testa>>.  Ma l’intrepido  Canavero non si lascia intimidire dalle critiche e continua incessantemente i suoi studi, dando anche una lectio magistralis su come effettuare il portentoso intervento :

interventoPrima di tutto, per proteggere il cervello, si rallenta il metabolismo abbassando la temperatura del corpo a dieci gradi. Poi si opera, prima collegando i vasi sanguigni, di un paziente a quelli dell’altro e solo in ultimo recidendo il corpo spinale del paziente vivo e del corpo del donatore deceduto.” “quindi si posiziona la testa sul nuovo corpo e si usa il Peg per riattaccare il modello spinale. Infine si accelera la riconnessione tra i neuroni tramite elettrostimolazione.

Il discorso pare non fare un piega, certo è che il sistema legislativo italiano non ammette una sperimentazione del genere; il Dottore, infatti, si recherà presto in Cina ad ultimare i suoi rivoluzionari studi.