Uragano Patricia, la situazione: il Messico tira un sospiro di sollievo ma la guardia rimane alta per le inondazioni

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Uragano Patricia, il peggio sembra passato ma resta l’allerta in Messico

Un venerdi’ di terrore, un sabato in cui l’allerta rimane alta ma nel quale c’e’ la consapevolezza che il peggio e’ alle spalle. Cosi’ milioni di messicani hanno vissuto il passaggio di ‘Patricia’, il super-uragano che con il trascorrere delle ore e’ stato via via ‘degradato’, fino a diventare tempesta tropicale. “Non ci sono vittime ne’ feriti”, ha sottolineato il ministro alle comunicazioni e trasporti, Gerardo Ruiz Esparza, incontrando la stampa a Guadalajara poco prima del mezzogiorno.

patricia 02I timori di questo fine settimana sono tutti concentrati sulla possibilita’ di smottamenti, valanghe e straripamenti dei fiumi a causa delle precipitazioni portate da ‘Patricia’, che a meta’ mattinata (ora del Messico) si trovava nella zona di Zacatecas, centro del paese, e ‘viaggiava’ in direzione nordovest. Nel corso della notte, ‘Patricia’ ha quindi perso gran parte della propria potenza distruttrice a causa dell’impatto con una catena montuosa del centro del paese. Venerdi’, nel momento di toccare terra sulla spiagge del Pacifico all’altezza dello stato di Jalisco, il mega-uragano – definito da alcuni media come il ‘mostro’ o il ‘colosso’ – aveva una forza categoria 5, poi passata a 1: una differenza sul terreno consistente, visto che un uragano ‘forza 5′ porta con se’ raffiche di 325 km/ora (nel caso di ‘Patricia’ punte anche di 400 km/ora) mentre con la categoria 1 l’intensita’ del vento e’ pari a 120 km/ora. Nel paese nessuno ha comunque “abbassato la guardia”, sulla scia di quanto richiesto ieri notte dal presidente Ernesto Pena Nieto.

LaPresse/Xinhua
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Le autorita’ non hanno d’altra parte segnalato vittime, mentre sul fronte dei danni sono stati rilevati alberi sradicati, tetti spazzati via, smottamenti di scarsa gravita’, qualche problema nelle strade, la fornitura dell’elettricita’ e le linee telefoniche. Venerdi’ notte, Pena Nieto aveva valutato in circa 400 mila persone la popolazione “vulnerabile” nelle zone a rischio, ordinando il dispiegamento di 11 mila militari negli stati di Jalisco, Colima e Nayaarit. Poi aveva sottolineato che “il sistema di allerta e la protezione civile stanno funzionando. E c’e’ una partecipazione attiva, aveva fatto notare, da parte di chi si trova nelle zone a rischio”.

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E infatti, sottolineano molti media, la macchina della prevenzione ha funzionato. Ma c’e’ un altro elemento probabilmente fondamentale che spiega un bilancio finora piu’ che positivo del passaggio del ‘mostro’ Patricia. L’uragano doveva toccare terra nella zona di Puerto Vallarta, tra le piu’ note localita’ balneari del paese, da dove erano stati fatti evacuare tra l’altro circa 15 mila turisti. ‘Patricia’ aveva a ultimo momento deviato spostandosi a qualche chilometro di distanza, in una zona di montagna e con villaggi di pescatori scarsamente popolati e anch’essi evacuati per tempo. “Tale mutamento di rotta e’ stato fondamentale. Per tutti noi un miracolo, non so spiegarmelo. Poteva essere una tragedia. Dio ha aiutato i messicani, non posso dire altro”, ha commentato il governatore dello stato di Nayarit, Roberto Sandoval. Puerto Vallarta e’ stata quindi risparmiata e gia’ stamani poco a poco stava riprendendo la vita di tutti i giorni. L’aeroporto e’ riaperto, cosi’ come gli scali di altre localita’ della zona, tra le quali Guadalajara e Colima, nonostante la pioggia e qualche allagamento. Pure il porto di Vallarta, assicurano le autorita’, riprendera’ a funzionare nel corso del fine settimana.