Uragano “Patricia”: le coste del Colima e del Jalisco rischiano di essere sommerse da una enorme “Storm Surge”

MeteoWeb

Potrebbe avere esiti davvero devastanti l’impatto sulla terra ferma di “Patricia”, i danni maggiori saranno prodotti dalla “Storm Surge”

Mancano davvero pochissime ore al “landfall” definitivo di “Patricia” lungo le coste meridionali dello stato di Jalisco, poco più a nord della celebre città di Puerto Vallarta. La situazione si fa veramente allarmante per le coste degli stati messicani del Colima e del Jalisco, che si preparano all’impatto devastante del super ciclone. Ormai divenuto un autentico mostro, al punto da subire una impressionante e rapida intensificazione che in pochissime ore l’ha fatto passare da una semplice tempesta tropicale alla 5^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi attorno l’area perturbata che hanno raggiunto la fatidica soglia dei 322 km/h, ma con raffiche di picco che hanno raggiunto persino i 400 km/h nelle raffiche più estreme, localizzate attorno l’ampio occhio centrale. Purtroppo, come temevamo, il potente ciclone, già carico di energia, dopo essere passato sopra le caldissime acque superficiali del Pacifico orientale, sui +30°C, ha acquisito un’enorme mole di energia e calore latente che ha fatto letteralmente scoppiare l’attività convettiva su tutti i lati della tempesta, favorendo lo sviluppo di micidiali bande nuvolose spiraliformi che si sono velocemente compattate in un’unica muraglia di nubi torreggianti imponenti, con top di oltre i 15-16 km.

uragano patricia (2)L’esplosione dell’attività convettiva attorno il nucleo centrale ha liberato una impressionante quantità di energia che è stata in grado di “autoalimentare” il già potente ciclone, rafforzandolo sensibilmente, fino al massimo stadio della 5^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi e vorticosi, ad oltre i 300-322 km/h nell’area che circonda il profondissimo occhio centrale, circondato dall’imponente muraglia nuvolosa. L’unica nota positiva riguarda le tempeste più violente, tenute in vita dall’impressionante e formidabile “gradiente barico orizzontale”, che per ora rimarranno localizzate in mare aperto, davanti le coste messicane, dove sono in atto venti violentissimi che stanno sollevando il mare in più direzioni, determinando un grosso pericolo per la navigazione marittima lungo tutto il tratto di oceano antistante le coste del Colima e del Jalisco. Li dove agiranno i fortissimi “venti di sbarramento” del ciclone tropicale si verrà a creare un imponente moto ondoso, molto confuso (onde da più direzioni tipiche dentro i cicloni tropicali dato l’andamento molto turbolento dei venti ciclonici) e duro da navigare, con lo sviluppo di grandi onde di “mare vivo”, capaci di raggiungere altezze impressionanti, anche di oltre i 9-10 metri di altezza e “Run-Up” superiori agli 12 metri in mare aperto.

"Patricia" durante la fase di massima potenza davanti le coste messicane (credit NASA/NOAA)
“Patricia” durante la fase di massima potenza davanti le coste messicane (credit NASA/NOAA)

Avvicinandosi con l’occhio alle aree costiere del Colima e del Jalisco comincerà pian piano a perdere un po’ di forza, nel momento in cui il bordo più occidentale di esso impatta con le prime bande nuvolose più periferiche sulle coste del Colima e del Jalisco meridionale, apportando le prime forti batterie di piogge fra le città di Manzanillo e Puerto Vallarta. Durante questa fase “Patricia” comincerà a indebolirsi, venendo declassato a ciclone di 4^ categoria. Ma nonostante l’indebolimento la tempesta rappresenta una serissima minaccia per tutta la fascia costiera messicana compresa fra Manzanillo e la costa attorno Puerto Vallarta, che verrà spazzata da venti fortissimi e da violente mareggiate, con ondate di oltre i 7-8 metri che potranno inondare interi tratti di litorale, cagionando ingentissimi danni. Diversi villaggi di pescatori, ubicati vicino la fascia costiera lungo il confine fra il Colima e il Jalisco, rischiano di essere letteralmente spazzati dalle potenti ondate da SO e S-SO, sollevate dai violenti venti da S-SO e SO, in azione lungo il lato meridionale e orientale di “Patricia”.

180133Ma quello che si teme maggiormente, durante la fase del “landfall” a ridosso delle coste dello stato del Jalisco, è la cosiddetta “Storm Surge“. Ossia un anomalo innalzamento del livello medio delle acque dell’oceano indotto dal brusco calo della pressione barometrica e dalla contemporanea azione di forti venti di tempesta, diretti verso la costa, che accompagna il passaggio del potente ciclone tropicale che tende a sospingere verso la costa un enorme quantitativo di acque, provocando gravi inondazioni nei tratti di costa pianeggianti. In questo caso l’effetto della “Storm Surge” potrebbe avere esiti davvero distruttivi su tutta la costa dello stato del Colima e del Jalisco, con particolare riferimento per l’area compresa a nord della città di Manzanillo. Proprio nel tratto di costa a nord di Manzanillo, ma anche su parte delle coste meridionali dello stato del Jalisco, la “Storm Surge” potrebbe essere devastante, raggiungendo altezze molto pericolose, fino a 2.5-3.0 metri.

12070910_519688941527154_1893130058_nL’intera fascia costiera che va da Manzanillo fino a Puerto Vallarta entro le prossime ore, a “landfall” avvenuto, dovrebbe essere sott’acqua, per l’anomalo innalzamento del livello medio dell’oceano con una seria di grandi ondate che raggiungeranno anche i 7-8 metri. Solo le aree costiere che sorgono all’interno di baie e insenature potranno attenuare gli effetti dello “Storm Surge”, facendo da diga all’impeto del mare. Ma lì dove le coste degradano sull’oceano, senza alcun riparo, le inondazioni saranno davvero distruttive e rischiano di sommergere diversi villaggi e centri abitati presenti lungo la fascia costiera. Il ciclone tenderà rapidamente ad indebolirsi nella mattinata di domani, non appena si muoverà sulle zone più interne dello stato del Jalisco, dove scaricherà piogge di carattere torrenziale che determineranno “flash floods” ed eventi alluvionali, con estese inondazioni ed allagamenti.