Villa Rufolo: un tripudio di torri, piante esotiche e pittoreschi giardini [FOTO]

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    Situata nel centro storico di Ravello, sulla Costiera Amalfitana, Villa Rufolo ha ispirato il compositore Richard Wagner ed era già citata nei versi del Boccaccio

    Siamo nel centro storico di Ravello, sulla Costiera Amalfitana. Qui si trova Villa Rufolo: un tripudio di torri, piante esotiche e pittoreschi giardini, un tripudio di torri, piante esotiche, giardini terrazzati con vista mozzafiato sul mare che hanno ispirato il compositore Richard Wagner. La storia della villa è legata alla vicende della famiglia Rufolo che ebbe il suo momento di gloria dalla metà del XIII secolo al 1285, quando cadde in rovina per essersi schierata, all’epoca dei Vespri Siciliani, contro gli Angioini.

    VILLA RUFOLO 1Già durante il regno dei Normanni, i Rufolo erano una facoltosa famiglia di mercanti, ben inserita nel circuito di scambi commerciali e culturali che legava tutto il Mediterraneo. Quando, col mutar degli eventi, i Rufolo favorirono, tramite apporti economici e di uomini, la venuta degli Angioini in Italia del Sud, furono da questi ricompensati con particolari privilegi. Fu proprio nel momento in cui la loro potenza raggiunse l’apice, che i Rufolo costruirono la loro “casa” che doveva incarnare perfettamente il loro nuovo status, essendo grandiosa, principesca, sfarzosa. La villa divenne a meta preferita di musicisti, artisti e poeti sin dai tempi più remoti, decantata già da Boccaccio nei suoi versi. Di quell’immenso patrimonio una parte è stata erosa dal tempo e dall’incuria: un’altra è stata recuperata e nuovi tasselli si sono aggiunti in epoca recente, a partire dalla preziosa opera dell’industriale scozzese Francis Neville Reid, suo proprietario tra il XIX e il XX secolo.

    VILLA RUFOLO 5 In 10 secoli al modello originario, sintesi perfetta di architettura araba, sicula e romana, si sono sovrapposte nuove linee, soddisfacendo le esigenze funzionali della Fondazione Ravello, del Ravello Festival e del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali. La visita inizia dalla Torre d’Ingresso, a carattere ornamentale. Proseguendo verso il viale si giunge al Cortile o Chiosco Moresco, mentre uscendo dal Cortile una scalinata porta alla Torre Maggiore, la parte più antica del complesso, testimonianza della potenza sociale, economica e politica dei Rufolo. Non lontano dalla Torre Maggiore sorge un bellissimo padiglione esterno: la Sala dei Cavalieri. Interessanti la Balnea, area dedicata alle cure termali, il Bagno Turco con ancora i resti delle canalizzazioni dell’acqua ma la vera perla della villa sono i giardini. Si parte da un giardino fresco, ricco di penombra, che ricrea l’atmosfera tipica di un giardino arabo, con le foglie striate del Phorium tenax, le grandi foglie della Colocasia antiquorum, le palme circondate da dense distese di Hosta. Si prosegue con la parte alta in cui vi sono alberi d’alto gusto: pini domestici, vecchi cipressi, alberi di Giuda, poderosi carrubi e, più in basso, verso il mare, giardini con aiuole disegnati secondo l’architettura dei giardinieri italiani del 13° secolo, con cycas monumentali, altissime dracene, yucche arboree e piccoli fiori annuali. Vi sono stupende vasche d’acqua orlate con fiori e ciuffi piumati dei papiri, tageti, celosie profumate, salvie, verbene, calendule… un tripudio di profumi e sensazioni nell’incantevole mutare stagionale della vegetazione.