Situato in provincia di Torino, si trova il Villaggio Leumann, nel contempo documento storico sullo sviluppo industriale italiano e documento sociologico sulle relazioni sociali. La sua storia è davvero affascinante: edificato intorno all’omonimo cotonificio in cui si effettuavano lavori di tessitura, tintura e finissaggio, tra il 1875 e il 1907, su progetto dell’ingegnere Pietro Fenoglio, prese il suo nome dal suo fondatore, l’imprenditore di origine svizzera Napoleone Leumann. Il cotonificio, attivo dal 1875 al 1972, chiuse in parte i battenti dopo la grave crisi del settore tessile e definitivamente nel 2007.
Il Comune di Collegno acquistò allora il Villaggio, mettendo in atto una significativa azione di salvaguardia del sito. Dopo diversi lavori di restauro, molti edifici oggi sono stati riportati al loro antico splendore. Entrando nel Villaggio è come fare un grosso salto indietro nel tempo: Leumann aveva una stazione d’epoca, la Torino-Rivoli ed era stato progettato per essere completamente autonomo. Accanto alle abitazioni operaie, dotate di orto-giardino, vi erano diverse strutture assistenziali gratuite (cassa malattia, cassa nuziale, cassa pensioni, liquidazione); nel comprensorio est il convitto per le operaie, il refettorio, l’edificio dei Bagni, il Teatro, l’Albero “Il persico”; mentre nel comprensorio ovest l’ufficio postale, la scuola materna, la scuola elementare, la chiesa di Santa Elisabetta, il circolo per gli impiegati, uno spaccio alimentare e un asilo nido. Il Villaggio Leumann è oggi un importante documento di carattere storico e architettonico che fa parte della rete eco-museale della provincia di Torino.









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